Approfondimenti sulla figura di San Pancrazio Vescovo e il suo culto a Sambiase

Approfondimenti sulla figura di San Pancrazio Vescovo e il suo culto a Sambiase

Il santo di cui voglio parlare oggi è una figura molto curiosa ma a molti sconosciuta: San Pancrazio Vescovo. A lui è dedicata la chiesa madre dell’ex comune di Sambiase, ora Lamezia Terme. Siccome la sua ricorrenza cade proprio oggi, 8 luglio, non trovo inopportuno far conoscere a tutti questo santo particolare.

Due Pancrazio

San Pancrazio

Tradizionale raffigurazione di San Pancrazio Martire, il giovane celebrato il 12 maggio (foto tratta dal web)

Sì… vi sono ben due Santi che portano questo nome. Il santo vescovo, infatti, non è da confondere con l’omonimo fanciullo (289-303) morto martirizzato a 14 anni e di cui si celebra la ricorrenza il 12 maggio.

San Pancrazio, vescovo di Taormina

La figura che ci interessa è quella di Pancrazio, vescovo di Taormina. Egli è nato ad Antiochia, in Cilicia. Secondo un’antica tradizione, Pancrazio era appena adolescente quando suo padre, infiammato dal desiderio di vedere Gesù, decise di recarsi a Gerusalemme portando con sé il figlio. Pancrazio ebbe così la straordinaria occasione di vedere Gesù con i suoi occhi. Ritornato ad Antiochia, ebbe modo “post Christi in caelum Ascensum”, cioè dopo l’ascensione di Gesù al cielo, come si legge nella “Vitae Sanctorum Siculorum”, di udire la predicazione di San Pietro, dal quale venne battezzato, avviato al sacerdozio ed infine consacrato vescovo. Nell’anno 40 Pancrazio fu inviato da San Pietro in Sicilia quale primo vescovo di Taormina. A Taormina convertì molti pagani, tra i quali lo stesso prefetto. Ciò che accomuna il santo fanciullo Pancrazio (12 maggio) col nostro santo presule, oltre al nome e alla scarsità di fonti attendibili, è il martirio. I suoi nemici, in particolare Artagato, lo invitarono a un banchetto e tentarono di costringerlo a baciare un idolo di legno, che il vescovo con un segno di croce ridusse in frantumi. Ciò gli costò dunque la vita e venne aggredito con bastoni, pugni, morsi, pietre e spade. Il suo cadavere fu occultato in un profondo pozzo, ma una volta rinvenuto dai suoi discepoli ricevette degna sepoltura. La tradizione vuole che tale rinvenimento avvenne tramite un segno di luce: “Divinae lucis indicio repertum deinde corpus discipuli maximo cum luctu sepelivere». Quanto all’età di San Pancrazio si dice invece: “Vixit egregius Pastor ad summam senectutem, et Traiani principatus initia attigit”, cioè arrivò a tarda vecchiaia e visse sino agli inizi del regno di Traiano. Essendo questi asceso al trono romano nel 98 d.C., si presume che l’età di San Pancrazio al momento del martirio dovesse essere intorno ai novant’anni, un’età avanzatissima per l’epoca.

La chiesa Madre di Sambiase

La chiesa Madre di Sambiase ha come titolare San Pancrazio. Tuttavia, non è il titolare originario: infatti la primitiva chiesa Matrice era dedicata a Maria SS. delle Grazie, la cui statua settecentesca è tuttora venerata in una delle navate dell’attuale edificio, in particolare dopo il terremoto dell’8 settembre 1905. Non conosciamo la data precisa dell’edificazione, ma nella visita ad Limina di monsignor Montorio del 1595, si legge che la chiesa fu voluta dall’Università di Sambiase. A causa del terremoto del 1638, l’edificio subì numerosi danni e per iniziativa della popolazione fu ricostruito e dedicato a San Pancrazio Vescovo.

Le effigi di San Pancrazio nella chiesa Madre

Statua di San Pancrazio (XVIII sec.) (foto Lorenzo Colistra)

Tela di San Pancrazio (F. Pallone, XIX sec.) (foto Lorenzo Colistra)

Sull’altare maggiore troneggia una tela ottocentesca di F. Pallone che raffigura San Pancrazio che predica agli eretici. Il santo indica un’immagine su carta raffigurante Cristo benedicente col globo in mano. Infatti, la tradizione narra che San Pietro avesse ordinato a Pancrazio di portare con sé un’immagine del volto di Cristo e della Vergine, perchè le genti li conoscessero. Sullo sfondo, la croce, un’angelo con una spada di fuoco e un tempio pagano in distruzione.

L’altra immagine di San Pancrazio custodita nella chiesa sambiasina è la statua, forse di scuola napoletana, che lo raffigura nelle vesti di presule, col pastorale e il braccio benedicente. Un tempo, ai piedi del Santo, vi era un angelo – ora assente – visibile in un antico santino della mia collezione; non è chiaro cosa regga in mano, probabilmente si tratta di una lampada, riconducibile al miracolo del rinvenimento del corpo, o di un reliquiario.

Santino di San Pancrazio (coll. Lorenzo Colistra)

La novena di San Pancrazio

Non risulta che un tempo avvenissero festeggiamenti in onore del Santo. Ho trovato, però, il testo di un’antica novena recitata proprio a Sambiase e di cui voglio farvene dono.

  • O glorioso San Pancrazio, per l’allegrezza immensa che provaste in conoscere ed adorare il nostro divin Salvatore Gesù Cristo, pregate perché ancor noi, dopo invitta Fede in Lui su questa terra, possiamo vederlo, e goderlo, insieme a Voi, eternamente, in Paradiso

                          Un Pater e tre Gloria.

  • O glorioso San Pancrazio, per quella ubbidienza professata al Principe degli Apostoli San Pietro; per la vostra Fede invitta; per la vostra eroica costanza; per il vostro coraggio in difendere il nostro divin Salvatore Gesù Cristo, – pregate perché noi professiamo illimitata obbedienza al successore di San Pietro, ed infallibile Vicario di Gesù Cristo, il sommo Romano Pontefice; e viviamo costanti nella Fede, confessando con la lingua e con vita santa il Salvatore in Terra, per poterlo godere eternamente nel Paradiso.

                            Un Pater e tre Gloria.

  • O glorioso San Pancrazio, per il sangue che spargeste in amore e trionfo del nostro divino Redentore; per la Vostra morte beata, – pregate perché noi su questa valle di lacrime possiamo ridurre in servitù i nostri bassi sensi, per poter trionfare delle tentazioni di Satana, e venire in Paradiso, e godere insieme a Voi la eterna Beatitudine, – e così sia.

                             Un Pater e tre Gloria.

Lorenzo Colistra

Lorenzo Colistra
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