Il culto e la devozione a San Giovanni Battista nel comprensorio lametino

Il culto e la devozione a San Giovanni Battista nel comprensorio lametino

Siamo a metà giugno, si assapora già un po’ di estate e la città di Lamezia Terme ha appena trascorso giorni di festa in onore dei santi protettori (San Francesco di Paola, il 2 giugno, e Sant’Antonio da Padova, il 13 e 14 giugno). Ora ci si prepara a celebrare i Santi Patroni (i SS. Pietro e Paolo) il 29 giugno. Ma nel bel mezzo delle feste patronali che il popolo lametino sta vivendo, c’è un’altra ricorrenza che, pur non essendo oggetto di veri e propri festeggiamenti all’interno della città, è molto sentita, soprattutto nella zona ovest della piana. Stiamo parlando della ricorrenza del 24 giugno, in cui si celebra la natività di San Giovanni Battista. Ma andiamo per gradi.

San Giovanni Battista, il precursore di Cristo

giugno « 2019 « Pane & Focolare

Immagine devozionale di San Giovanni Battista (dal web).

San Giovanni Battista è tra le figure più importanti presenti nei Vangeli. Figlio di Elisabetta e Zaccaria, nonché cugino, forse di secondo grado, di Gesù, è detto precursore di Cristo in quanto è stato il primo a riconoscere Gesù, il Messia, quando Maria fece visita a Elisabetta incinta ed egli sussultò di gioia. Andò a vivere nel deserto e portava un vestito di peli di dromedario e una cintura di pelle attorno ai fianchi; il suo cibo erano locuste e miele selvatico (Vangelo secondo Marco 1, 6). Ha preparato la via al Signore ed è considerato l’ultimo dei profeti. Battezzava i penitenti nel fiume Giordano e battezzò anche Gesù, additandolo ai suoi seguaci come “l’agnello di Dio che toglie i peccati del mondo”. Secondo il racconto evangelico egli condannò pubblicamente la condotta di Erode Antipa, che conviveva con la cognata Erodiade rimasta vedova di Filippo; il re lo fece prima imprigionare, poi per accontentare la figlia di Erodiade, Salomè, che aveva ballato a un banchetto, lo fece decapitare e mise la sua testa su un vassoio d’argento.

Il culto a San Giovanni Battista nell’hinterland lametino

San Giovanni Battista è venerato in molti comuni del lametino. Per certo i paesi in cui si venera maggiormente sono Gizzeria e Nocera Terinese, ma sono centri di venerazione anche Soveria Mannelli, Acconia (frazione di Curinga), Acquadauzano (frazione di Lamezia Terme), Cortale, Sant’Eufemia Vetere, Sant’Eufemia Lamezia, San Pietro a Maida. Mi va di analizzare questi culti singolarmente.

Gizzeria, Nocera Terinese, Sant’Eufemia: il contributo dei Cavalieri di Malta

C’è qualcosa che accomuna i tre centri della piana lametina nella devozione a San Giovanni: quest’ultima, infatti, è dovuta alla presenza dei Cavalieri di Malta, anche detti Cavalieri Giovanniti, Ospedalieri o ancora Gerosolimitani, che hanno come santo patrono proprio il Battista. Essi possedevano, già nel XII secolo, un feudo nell’antica Sant’Eufemia del Golfo e a loro fu assegnato ciò che ora costituisce il simbolo, l’emblema della città di Lamezia Terme che è proprio il Bastione di Malta, costruito intorno al 1550 e situato nei pressi di Gizzeria Lido. Perciò si dovrebbe a loro l’introduzione del culto a San Giovanni Battista in questi tre paesi.

Gizzeria

La statua di San Giovanni Battista custodita nella chiesa di Gizzeria (foto Lorenzo Colistra)

Si ignora la data di fondazione della chiesa a lui dedicata. Una leggenda popolare narra che la chiesa fu frutto del voto di un nobile cavaliere scampato da un pericolo nel Golfo di S. Eufemia. La chiesa fu danneggiata dal terremoto del 1638 e riparata nel 1700. Nel 1850 fu restaurata e trasformata nel 1964. Appena si entra, gli occhi si dirigono verso l’altare maggiore, quando vediamo una schiera di angeli dipinti (opera dei pizzitani Zimatore e Grillo) che fanno da contorno alla statua in gesso e cartapesta di San Giovanni Battista, voluta da Don Pasquale Miceli, nobiluomo, nel 1835. La statua non è la stessa che si porta in processione: vi è una copia lignea, scolpita ad Ortisei, che la sostituisce nella processione. La novena è partecipata da molti fedeli, anche di altri paesi: inizia il 15 giugno ed è costituita dalla celebrazione della messa, la recita di preghiere e l’intonazione di canti della tradizione popolare (“Augusto protettore / prega per noi Gesù!”). Il 24 giugno, poi, si snoda la processione per le vie del paese. Un’altra festa, anche se con tono minore, si celebra il 29 agosto, memoria della decollazione di San Giovanni Battista, della quale si possiede una pregiata tela nella chiesa parrocchiale, di autore ignoto.

Nocera Terinese

La statua di San Giovanni Battista custodita in una teca nella chiesa di Nocera (foto Lorenzo Colistra).

Nocera Terinese, conosciuta per i suoi riti di Passione, possiede una tale devozione per il suo patrono, tanto che lo festeggia ben tre volte l’anno e ora scopriremo il perchè. C’è da dire che, secondo la tradizione locale, vi era una primitiva chiesa a lui dedicata nel XIII secolo, che nel corso degli anni e nonostante i terremoti susseguitisi si è ampliata e modificata fino ai nostri giorni. Non mi soffermerò molto sulla storia della chiesa anzi, a proposito di ciò, per chi vuole approfondire consiglio questo > link < in cui si parla della storia della chiesa madre di San Giovanni Battista in maniera dettagliatissima. Oltre alla festa consueta del 24 giugno, preceduta da un novenario, vi sono le feste votive del 5 febbraio (a ricordo del terremoto del 5 febbraio 1783), preceduta da un triduo, e dell’8 settembre (a ricordo del terremoto dell’8 settembre 1905). A proposito di queste due festività, non trovo inopportuno riportare una strofa dialettale nella quale si invoca San Giovanni di pregare il Signore affinchè non vi sia il flagello del terremoto:

San Nciuànni miu benìgnu / prutettùre de chìstu règnu, / prèga a Dìu ca ne si dègnu, / terrimòti nun ni nde mànda.

Una strofa simile, con le dovute variazioni dialettali, si riscontra a Gizzeria.

In tutte e tre le occasioni viene portato in processione il busto ligneo del santo, che sulla base riporta l’iscrizione latina Ioannes est nomen eius, “Giovanni è il suo nome”, tratta dal Vangelo secondo Luca (1,57-66.80).

Sant’Eufemia Lamezia e Vetere

La statua di San Giovanni Battista custodita nella chiesa parrocchiale di Sant’Eufemia Lamezia (foto Lorenzo Colistra)

Nel territorio di Sant’Eufemia vi sono ben due chiese dedicate al Battista. La prima, la più antica, si trova nella frazione Vètere. Nasce dopo il terribile terremoto del 1638. L’attuale edificio religioso fu innalzato sulla preesistente chiesa diruta di Sant’Eufemia di Calcedonia, che custodiva le reliquie della Santa e fu dedicata a San Giovanni Battista, patrono dell’Ordine dei cavalieri di Malta. Fu Fra’ Signorino Gattinara, Balì dell’Ordine dei Cavalieri Gerosolimitani, che dopo il sisma fece costruire una nuova chiesa e delle abitazioni per i monaci e i contadini. All’interno della chiesa è custodita una lastra in marmo con epigrafe in latino, rinvenuta presso i resti del monastero benedettino. L’iscrizione sulla lapide conferma che la teca conservata all’interno della chiesa contiene le sacre reliquie di Sant’Eufemia, trasportate da Rodi dopo la conquista dell’isola da parte dei Turchi.

La seconda chiesa, più recente, si trova a Sant’Eufemia Lamezia, comune autonomo fino all’unificazione insieme a Nicastro e Sambiase per la fondazione di Lamezia Terme nel 1968. E il 1968 è stato proprio l’anno di edificazione della chiesa parrocchiale dedicata a San Giovanni Battista, che prende il titolo dall’antica chiesa della frazione Vetere. Tuttavia non avvengono particolari festeggiamenti in suo onore, in quanto il patrono dell’ex comune è San Francesco di Paola, festeggiato nella seconda domenica di luglio. Soltanto nella frazione Vetere avviene la processione in onore del Santo, nel periodo di agosto.

Soveria Mannelli

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La statua di San Giovanni Battista venerata a Soveria Mannelli (foto del 2020 tratta dalla pagina facebook della parrocchia).

San Giovanni Battista è il titolare della chiesa madre, nonché il patrono del paese. La chiesa fu edificata nel 1668 come cappella della famiglia Passalacqua. In essa si conserva un pregevole altare maggiore in marmi policromi proveniente dalla distrutta abbazia di S. Maria di Corazzo. Il busto ligneo del Santo risale alla metà del XVIII secolo. I festeggiamenti avvengono dal 15 al 24 giugno.

Cortale

Anche il comune di Cortale ha come patrono il Battista, e viene festeggiato il 24 giugno e il 29 agosto. L’imponente chiesa a lui dedicata sorge probabilmente nel XVI secolo, costruita da monaci italo-greci. In una parete interna sono scolpite, su pietra, le seguenti parole:

“Sotto la giurisdizione della sacrosanta Chiesa Lateranense, e sotto la protezione di Roma – anno 1595.”

Non è chiaro però il motivo che ha portato il Vaticano a mettere sotto la sua protezione la chiesa di San Giovanni Battista.

Acconia di Curinga

Anche Acconia, frazione di Curinga, possiede ben due chiese dedicate a San Giovanni Battista e lo venera come patrono. La chiesa più antica, detta “borbonica”, fu costruita dopo il terremoto del 1738. L’altra chiesa, situata nel centro abitato, è stata edificata negli anni ’30. I festeggiamenti avvengono, però, nella chiesa parrocchiale dedicata a Maria Madre della Speranza. La statua del Santo, come riportato sulla base, è stata donata a devozione della famiglia Natale Gitto.

Acquadauzano di Lamezia Terme

Il culto a San Giovanni Battista nella piccola frazione montana lametina in realtà è abbastanza recente. Infatti, la chiesa fu costruita e inaugurata nel 1991. Ciò che la rende caratteristica è il colore arancione acceso della facciata. La festa, molto sentita dagli abitanti, è preceduta da un triduo e avviene come consuetudine il 24 giugno.

San Pietro a Maida

La statua di San Giovanni Battista custodita nell’omonima chiesa in San Pietro a Maida (CZ) (foto Lorenzo Colistra)

San Pietro a Maida, la piccola cittadina ai piedi del monte Contessa, possiede una chiesa dedicata al Battista nel centro del paese. Il tempio, recentemente restaurato, risale al XVI secolo.

Lamezia Terme

Come già detto prima, in città non avvengono particolari festeggiamenti in onore del Santo. E’ venerato, però, oltre che nell’ex comune di Sant’Eufemia, anche nella zona sud di Nicastro, precisamente nella chiesa di San Giovanni Calabria, quartiere Capizzaglie, che ospita una statua che lo raffigura. Nella parte storica di Nicastro, invece, c’era una chiesa dedicata al Santo anche detta “chiesa della Coltura” e della quale consiglio di leggerne la storia e ulteriori vicende premendo > qui <.

BONUS: Conflenti

Madonna della Quercia di Visora – BIAGIO GAMBA .it

Un vecchio santino della Madonna di Visora: accanto a lei vi sono San Giovanni Battista, Sant’Andrea e San Nicola (biagiogamba.it)

San Giovanni Battista è stato uno dei protagonisti delle apparizioni della Madonna della Quercia a Conflenti. In modo particolare nella terza apparizione, avvenuta la sera del 24 giugno 1578, San Giovanni si palesò alla devota Delicia Mastroianni, indicandole la Quercia. Predisse che in quel luogo sarebbe stata eretta una chiesa in onore di Maria, indicandone persino il perimetro. Lo stesso giorno la Vergine apparve a un cieco di nome Giovanni con una malformazione anche a un piede e fu miracolosamente guarito. In alcuni vecchi santini, la Madonna della Quercia è infatti raffigurata con il Battista, San Nicola e Sant’Andrea e per di più veniva festeggiata proprio il 24 giugno anziché l’ultima domenica di agosto. Nel ‘600 Conflenti aveva una chiesa a lui dedicata.

L’apparizione della Vergine insieme a San Giovanni e agli altri due santi è riportata anche in una strofa di un canto alla Madonna ora caduto in disuso.

Qual sul Taborra il Figlio, / rifulge a par di sole / fra Elia e Mosè, che passidi / di luce a tanta mole / al Cristo Tuo plaudirono / con riverente cor.

Tal sulla Quercia altissima / l’immagine fu vista / d’Andrea Padrono e apostolo, / del precursor Battista, / di Mira il santo Presule / ti fea corteggio ognor.

Il comparaggio e il commaratico

Il nome di San Giovanni in Calabria, come nel resto del Sud Italia, è legato anche ai riti di comparaggio e commaratico. Spesso infatti sentiamo dire tra illi c’è llu Sangiuànni se si indicano due compari o commari. Sono usanze antiche che affondano le loro radici nella notte dei tempi.

“Si ‘u sapèra San Giuànni… ni vrushèra!”

Sento spesso dire quest’espressione dalla mia nonna, ma so che è presente anche in altri paesi. Ho riscontrato diversi significati dietro questo detto, più o meno tutti concordano dietro questa credenza: il Battista, per punire l’umanità per aver crocifisso Gesù coi suoi peccati, vorrebbe bruciare il mondo nel giorno del suo onomastico. Perciò Dio lo fa riposare prima del suo giorno e fino a due giorni dopo, senza fargli sapere il giorno del suo onomastico ed evitando la vendetta. Il proverbio così giustifica il caldo pungente di inizio estate.

N.B.: la fonte delle foto e di altre informazioni è citata.

Lorenzo Colistra

Lorenzo Colistra
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