Grande successo al teatro Grandinetti per “Bartleby lo scrivano” con Leo Gullotta

Grande successo al teatro Grandinetti per “Bartleby lo scrivano” con Leo Gullotta

Ennesimo grande successo al Teatro Grandinetti di Lamezia Terme nella serata del 17 marzo per la stagione teatrale di AMA Calabria, ideata e diretta da Francescantonio Pollice. Ad entusiasmare la numerosa platea del teatro lametino è stato, questa volta, ”Bartleby lo scrivano“, adattamento di Francesco Niccolini
dell’omonimo racconto di Herman Melville,
(autore dell’ancor più celebre romanzo “Moby Dick”), con Leo Gullotta, per la regia di Emanuele Gamba e la produzione di Arca Azzurra Produzioni.

La vicenda si svolge all’interno dello studio di un avvocato, in cui lavorano due impiegati accomunati solo da un odio reciproco, una segretaria maliziosa e una donna delle pulizie ficcanaso, e in cui attraverso un annuncio viene assunto un nuovo impiegato, un copista di nome Bartleby, uomo riservato e taciturno che, dopo giorni di impegno diligente, pronuncerà la frase “Preferirei di no”. Da quel momento in poi, il copista ripeterà questa frase ogni volta che gli verrà fatta una richiesta diversa dalla consueta copiatura dei documenti. Una risposta apparentemente molto semplice, ripetuta da Gullotta ogni volta con tono e accenti diversi, che si rivelerà capace di sovvertire tutti gli equilibri dello studio e della vita stessa dell’avvocato.

Ad essere stato messo magistralmente in scena dal grande attore catanese Leo Gullotta (affiancato da Giuliana Colzi, Andrea Costagli, Dimitri Frosali, Massimo Salvianti e Lucia Socci) è un adattamento del famoso racconto di Melville del 1853 estremamente attuale, in cui il protagonista, interpretato da un attore molto amato che ha dato per l’ennesima volta prova del suo straordinario talento, dà il via ad una vera e propria ribellione silenziosa contro l’utilitarismo disumanizzante sempre più dilagante facendo della sua passività, della sua non-scelta la sua filosofia di vita, regalando una profonda riflessione sull’importante tema dell’incomunicabilità fra gli individui all’interno di una frenetica società sempre più alienante e ossessionata dalla produttività.

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