I mille volti di Tiziana Foschi: la commedia “Faccia un’altra faccia” in scena al teatro Grandinetti

I mille volti di Tiziana Foschi: la commedia “Faccia un’altra faccia” in scena al teatro Grandinetti

Nella serata di venerdì 4 marzo al teatro Grandinetti di Lamezia Terme nuovo appuntamento con la stagione teatrale Vacantiandu, realizzata dall’Associazione I Vacantusi in collaborazione con FITA e la direzione artistica di Nico Morelli e Diego Ruiz.

Questa volta ad andare in scena è la commedia “Faccia un’altra faccia” di e con Tiziana Foschi, volto noto del quartetto comico di gran successo “La Premiata Ditta”, fondata nel 1986 insieme a Pino Insegno, Roberto Ciufoli e Francesca Draghetti. Qui l’attrice, affiancata da Antonio Pisu (che è anche regista dello spettacolo), mette in scena se stessa, la sua storia di artista, le innumerevoli facce che l’hanno resa celebre, quelle stesse facce nelle quali ad un certo punto si era sentita incastrata e dalle quali si era poi allontanata per ritrovare se stessa.

«Persone, tipologie umane che ho visto passare (ma anche restare) in molti anni di questo mestiere. Facce che in scena si amplificano, diventano grottesche pur di strappare una risata – spiega l’attrice – e in platea ognuno riconosce il vicino di casa, il giornalaio, il collega di ufficio, la suocera, ma mai se stesso. È l’antico gioco della parodia: trasformare persone in personaggi e situazioni quotidiane in ciò che vale la pena di raccontare. Del resto le storie di uomini e di donne sono sempre state il bersaglio della mia curiosità e il trasformismo l’abito ideale alla mia timidezza. Le mie facce sono proiezioni di realismo, sono facce contemporanee, che raccontano l’attualità, ma anche facce di sogno cinico e garbato. Sono i tanti connotati che ho. La faccia è l’unica zona del corpo che mostriamo nuda. A volte è inclusiva e accogliente altre è scostante, inadeguata».

Ora la Foschi, libera di “fare un’altra faccia” solo quando preferisce, tirando fuori parrucche e abiti da ceste posizionate sul palcoscenico, ci regala una carrellata di spassosissimi personaggi molto variegati, che si susseguono, inframmezzati da interessanti racconti relativi alla costruzione del personaggio teatrale, per tutta la durata dello spettacolo, che – afferma la Foschi – «cerca di scatenare una risata, stimolare un pensiero, suscitare un ricordo. Cerca una nuova faccia da mostrare». Obiettivo che, a giudicare dagli applausi entusiastici del pubblico del teatro Grandinetti, è stato pienamente raggiunto.

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