Applausi scroscianti per “Il fu Mattia Pascal” di Giorgio Marchesi

Applausi scroscianti per “Il fu Mattia Pascal” di Giorgio Marchesi

Grande successo al Teatro Grandinetti di Lamezia Terme nella serata del 24 febbraio per la prima delle tre date calabresi (nell’ambito della stagione teatrale di Ama Calabria, ideata e diretta da Francescantonio Pollice) de “Il fu Mattia Pascal“, adattamento teatrale di uno dei più celebri romanzi di Luigi Pirandello, di e con l’attore bergamasco Giorgio Marchesi.

Accompagnato dalle musiche originali di Raffaele Toninelli al contrabbasso, che è presente sul palco suonando e diventando diretto interlocutore del protagonista, Marchesi ci trasporta con straordinaria ironia nel disagio esistenziale di Mattia Pascal, un uomo che, insoddisfatto della propria esistenza, e perduta ogni certezza, decide di fuggire via cambiando identità, diventando un’altra persona, Adriano Meis, credendo così di liberarsi del proprio malessere iniziando ad assaporare la libertà di una nuova vita, lontano dalle opprimenti costrizioni sociali.

Un Mattia Pascal/Adriano Meis in frac bianco e anfibi neri accompagna gli spettatori nel viaggio di una vita, anzi due.

Quando viene a conoscenza, leggendo il giornale, del fatto che i suoi familiari hanno attribuito la sua identità ad uno sconosciuto suicida, il protagonista Mattia Pascal viene colto da un estremo senso di straniamento ma al tempo stesso da un nuovo inebriante senso di libertà, che lo porta a decidere di lasciare il paesino d’origine, e con esso i vincoli familiari e sociali di un’esistenza divenuta insostenibile, e a diventare artefice di un suo nuovo destino, esplorando nuovi luoghi, che sono prima di tutto luoghi di un nuovo Essere.

Dopo essersi aggirato per anni “in quell’illusione di vita oltre la morte”, e dopo aver inscenato il suicidio di Adriano Meis, il protagonista torna al suo paese e, non riconosciuto da nessuno, è messo dalla realtà di fronte all’evidenza del fatto che l’Io, fino ad allora estraniato, è ora completamente annullato.

Applausi scroscianti seguono l'”Io sono il fu Mattia Pascal!” finale di Marchesi, al quale si riconosce il grande merito di aver dato vita ad una piacevolissima rilettura di un grande classico pirandelliano, regalando ai numerosi spettatori che hanno affollato il teatro Grandinetti una narrazione “leggera” di una storia che di leggero ha ben poco. Uno spettacolo che, giocando sapientemente la carta del distacco ironico, compie una non facile profonda introspezione della psiche di un uomo in crisi. Il racconto scanzonato di una vicenda esistenziale profondamente complessa, di una rinascita che si scopre essere poi, nello scontro con la dura realtà, puramente illusoria.

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