La devozione all’Immacolata nel comprensorio lametino

La devozione all’Immacolata nel comprensorio lametino

Siamo nel pieno della novena all’Immacolata: città, paesi, piazze, case iniziano a decorarsi con addobbi natalizi; si assaporano i primi freddi pungenti dell’inverno alle porte. La novena e la festa dell’Immacolata sono gli eventi che danno ufficialmente il via ai festeggiamenti del Natale. Analizziamo, però, il culto all’Immacolata che si pratica nel territorio lametino.

1854: la proclamazione del dogma dell’Immacolata Concezione

L’8 dicembre 1854 papa Pio IX proclama solennemente il dogma dell’Immacolata Concezione, attraverso il quale si sancisce che la Vergine Maria è stata preservata dal peccato originale sin dal suo concepimento. Tuttavia, la devozione all’Immacolata Concezione è presente già da secoli e la questione è stata spesso dibattuta. Il dogma proclama così:

«[…] dichiariamo, affermiamo e stabiliamo che è stata rivelata da Dio la dottrina che sostiene che la beatissima Vergine Maria, nel primo istante della sua concezione, per una grazia ed un privilegio singolare di Dio onnipotente, in previsione dei meriti di Gesù Cristo Salvatore del genere umano, è stata preservata intatta da ogni macchia del peccato originale; pertanto, questa dottrina dev’essere oggetto di fede certa ed immutabile per tutti i fedeli.»

La classica iconografia dell’Immacolata prende spunto dalle apparizioni di Rue du Bac (1830) a Santa Caterina Labourè, durante le quali la Vergine appare su un globo, vestita di bianco, con un manto azzurro, un copricapo, le braccia aperte (oppure sul petto), nell’atto di conculcare la cervice del serpente.

I cattolici festeggiano la solennità dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria l’8 dicembre. Gli ortodossi non condividono il dogma ma festeggiano la Concezione di Sant’Anna il 9 dicembre, mentre i protestanti non celebrano e non accettano il dogma.

La festa dell’Immacolata a Lamezia

Lamezia è molto legata alla solennità dell’Immacolata e questo legame si manifesta in modo particolare attraverso la molteplicità di beni scultorei e pittorici raffiguranti il dogma succitato che riscontriamo quasi in ogni chiesa della città e del comprensorio.

Il culto a Sambiase: la chiesa congregale dell’Immacolata

Per Sambiase la chiesa dell’Immacolata rappresenta un vero gioiello, una porta d’ingresso nel centro storico, insieme alla sua dirimpettaia, la chiesa dell’Annunziata. L’edificio fu costruito -si ipotizza- verso la fine del XVI secolo e l’inizio del XVII secolo dalla confraternita omonima. Tuttavia non si hanno documenti originali in quanto bruciati da un incendio insieme alle regole della congrega. Proprio a causa di ciò, la congrega, nel 1762, invia a Ferdinando IV di Borbone una supplica che richiedeva il Reale Assenso col Privileggio in forma Regalis Camerae. 

Particolari della chiesa (Ph. Lorenzo Colistra 2019)

Lo stendardo della Confraternita. Riporta l’anno 1954 (probabilmente a ricordo del I° centenario della proclamazione del dogma) (Ph. Lorenzo Colistra 2021)

La statua dell’Immacolata (Ph. Lorenzo Colistra 2021)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La confraternita, dal 1991 unificata a quella dell’Annunziata, detiene ancora la gestione dell’edificio e mantiene viva la tradizione della festa dell’8 dicembre, preceduta dall’antico novenario. Particolare nelle sere di novena è l’intonazione di un canto scritto da Francesco Fiorentino (1834-1884) proprio in onore dell’Immacolata, mentre la sera dell’8 vi sono l’omaggio floreale e la grispellata, a cura della congrega e dei Padri Minimi.

Il culto a Nicastro

Statua dell’Immacolata sull’altare maggiore della chiesa di Santa Caterina (Ph. Lorenzo Colistra 2020)

Per quanto concerne l’ex comune di Nicastro, è impossibile non menzionare la devozione che si pratica nella chiesa di Santa Caterina. Anche lì è ancora operante una congregazione che nel XVII secolo (il secolo nel quale si insediò nella chiesa stessa) portava il titolo di Concezione della Beata Vergine Maria e la documentazione più antica risale al 1665. E a dominare sull’altare maggiore è proprio una statua dell’Immacolata, opera di scultore meridionale dell’800. Ma non è l’unica opera raffigurante l’Immacolata; vi è un’altra statua, più recente, posizionata a lato dell’ingresso; un’altra statua, più piccola, nella cappella di San Giuseppe e un’altra statua ancora nella sagrestia. Vale lo stesso per i dipinti: un affresco, opera del Colelli, dipinto su volta (XVIII secolo) e un ovale raffigurante la Madonna e i confratelli sulla volta del presbiterio, nonché un dipinto sulla facciata della chiesa risalente al 1954, opera di F. Cerra.

L’8 dicembre la popolazione lametina e, in particolare, quella nicastrese, si riunisce intorno all’obelisco della Madonnina (situato nei pressi della chiesa di San Domenico) per renderle omaggio con fiori e invocarla tramite un atto di affidamento. Ciò avviene alla presenza dei Vigili del fuoco (che depongono la corona di fiori), del Vescovo, del Clero e dei fedeli.

“Te Dominam Reginam Huius Civitatis Matrem Clerus Populusque Neocastrensis Plaudentes Eligunt Cordi Tuo Immaculato Se Devovent D. MCMLIX (1959)“… è la scritta che si legge ai piedi della stele votiva ed esprime la totale consacrazione del clero e del popolo nicastrese al Cuore Immacolato di Maria.

Omaggio floreale alla Madonnina (Ph. Luciano Carnovale 2019)

Altre statue dell’Immacolata le ritroviamo nelle chiese di: Santa Maria Maggiore; Cattedrale; Santa Lucia; San Teodoro; Redentore.

Non mancano, inoltre, raffigurazioni dell’Immacolata secondo l’iconografia delle apparizioni di Lourdes. Una delle più prestigiose è nella chiesa di San Domenico, ma ne riscontriamo una anche nella chiesa di Santa Maria degli Angeli (S. Antonio).

Il culto a Sant’Eufemia Lamezia

Nella parrocchia di San Giovanni Battista, i Padri Vincenziani mantengono viva la devozione all’Immacolata della Medaglia Miracolosa. Un’altra statua dell’Immacolata è custodita nella chiesa di San Francesco di Paola.

Nelle frazioni lametine

Abbiamo due contrade lametine che possiedono nel loro territorio una chiesa dedicata all’Immacolata: stiamo parlando della frazione di San Pietro Lametino e di contrada Misà. A San Pietro Lametino la parrocchia nasce nel 1955; la festa si celebra la prima domenica di agosto e l’8 dicembre. In contrada Misà la chiesa, di appartenenza alla parrocchia di Santa Maria degli Angeli (S. Antonio), sorge nel 1974 per volere di padre Carlo Fotino. Anche le frazioni Bella, Fronti, Zangarona e contrada Savutano possiedono nelle loro rispettive parrocchie una statua dell’Immacolata.

Il culto nel comprensorio

Accaria di Serrastretta

Presbiterio restaurato della chiesa di Accaria (Quinzi) (foto tratta da FB)

In contrada Quinzi vi è la chiesa dell’Immacolata, costruita nel 1772 e istituita parrocchia nel 1814. La titolare della parrocchia viene festeggiata l’8 dicembre. Giorno 15 novembre 2021 la chiesa è stata riaperta al culto dopo un intervento di ristrutturazione. La stessa parrocchia ospita un’altra chiesa dedicata all’Immacolata, e si trova a Vaiola, frazione di Feroleto Antico.

Conflenti

Il comune di Conflenti, sul monte Reventino, noto per il maestoso e visitatissimo Santuario della Madonna della Quercia, ospita nel suo centro storico una chiesa dedicata all’Immacolata, anch’essa fondata e tuttora gestita da una confraternita generatasi nel 1667. Chiusa al culto varie volte e spesso soggetta ad interventi di ristrutturazione, nella sua semplicità custodisce la statua settecentesca della Madonna, oggetto di gran venerazione da parte del popolo conflentese soprattutto nel periodo che va dalla fine di novembre fino all’8 dicembre, giorno festivo, che prevede la celebrazione della messa, la processione al mattino e l’allestimento della fhòcara. Per concludere, tradizionale grispellata e degustazione di altri piatti tipici della tradizione locale.

“Fhòcara” dell’Immacolata a Conflenti (foto tratta da FB)

Curinga

Il comune di Curinga, tra i tanti titoli mariani che possiede, può vantare anche quello dell’Immacolata, il cui culto è molto sentito da tutta la popolazione. La chiesa, situata non lontana dalla chiesa parrocchiale, è sede dell’omonima congrega. Non si conosce la data della fondazione, ma è certo che l’attuale edificio è il risultato di vari rifacimenti e ristrutturazioni. Le notizie più antiche riguardo la Congrega risalgono al 1777, quando nella Sacra Visita e nel Regio Assenze di Ferdinando IV si dice che era stata eretta “ab immemorabili”. L’Immacolata non viene festeggiata soltanto dal 29 novembre all’8 dicembre, ma anche la terza domenica di ottobre (probabilmente per via di un voto alla Vergine per aver salvato il paese da un flagello oppure per la commemorazione della fondazione della Congrega) e alla fine di maggio.

Processione dell’Immacolata a Curinga (foto tratta da FB)

Feroleto Antico

Feroleto Antico venera l’Immacolata Concezione nella chiesa della Natività di Maria, anche detta “di Santa Maria Maggiore”, e la sua statua domina dall’alto dell’abside. Viene festeggiata la prima domenica dopo Ferragosto e l’8 dicembre.

Gizzeria Lido

A Gizzeria Lido si trova la chiesa dell’Immacolata della Medaglia Miracolosa, costruita intorno agli anni ’70. La festa che si svolge nella seconda domenica di agosto ha la particolarità di portare la statua della Madonna in processione sul mare.

Processione a mare (foto tratta da FB)

Martirano Antico

Anche il comune di Martirano possiede un’antica chiesa dell’Immacolata. L’edificio, dal 2004, è sede del museo dell’ex diocesi di Martirano.

Migliuso di Serrastretta

Ricadente nella parrocchia di Angoli, la chiesa dell’Immacolata a Migliuso fu inaugurata il 10 luglio 1791. Da allora la festa patronale si celebrava la seconda domenica di luglio. Tutto ciò fino agli anni ’70, quando fu spostata al 16 agosto per consentire anche agli emigrati di festeggiare la patrona. La festa si celebra anche l’8 dicembre.

Platania

A Platania, nel centro storico, sorge una chiesa dedicata all’Immacolata, ora abbandonata. Venne costruita nel 1801 da un gruppo di fedeli platanesi e incastrata nel vicolo, tra le vecchie costruzioni già esistenti. La sua planimetria, infatti, risulta alquanto anomala e si presenta con una navata principale e una navata più piccola sulla sinistra. Utilizzata fino ai primi anni ’50 del Novecento, in seguito a crolli del tetto e di parte della struttura venne completamente abbandonata. Fino a quell’epoca, in occasione della Festa dell’Immacolata, le donne si recavano di buon mattino, prima di andare a lavoro nei campi, per recitare le antiche nenie e preghiere dedicate proprio alla Madonna. Ora la statua dell’Immacolata, che era presente nella vecchia chiesa, dopo un restauro è stata collocata nella chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo.

La statua dell’Immacolata a Platania (Ph. Lorenzo Colistra 2021)

Altri centri di venerazione
  • Serrastretta, nella chiesa parrocchiale della Madonna del Soccorso;
  • Pianopoli, nella chiesa di San Tommaso d’Aquino;
  • Amato, chiesa omonima;
  • Vena di Maida, nella chiesa parrocchiale di Sant’Andrea;
  • Maida, nella chiesa di Santa Maria Cattolica;
  • Casenove di Decollatura, nella chiesa di S. Maria Assunta;
  • Miglierina, nella chiesa di Santa Lucia;
  • Cancello di Serrastretta, nella chiesa di San Giorgio Martire;
  • Falerna, nella chiesa parrocchiale di San Tommaso d’Aquino;
  • Nocera Terinese, nella chiesa Matrice e nella chiesa dell’Annunziata;
  • Acconia di Curinga, nella chiesa di S. Maria della Speranza;
  • San Pietro a Maida, nella chiesa di San Giovanni Battista;
  • Martirano Lombardo, nella chiesa del Sacro Cuore di Gesù;
  • Tiriolo, nella chiesa di Santa Maria delle Grazie;
  • San Pietro Apostolo, nella chiesa di San Pietro;
  • Soveria Mannelli, nella chiesa di San Giovanni Battista;
  • Marcellinara, nella chiesa di San Nicola.

Le “Grispelle”: il piatto tipico dell’Immacolata

Di paese in paese per l’Immacolata ci saranno varie tradizioni, ma quella che accomuna tutti è la preparazione delle Grispelle, le tipiche ciambelle di patate calabresi, che sono le protagoniste di tutte le feste natalizie e non solo. Di origine contadina, la grispella può essere a forma di ciambella oppure a forma di sfera riempita con acciuga. Una volta fritta, può essere anche cosparsa di zucchero.

“I grispelli d’a ‘Mmaculata” (foto tratta da conflenti.italiani.it).

N. B.: Nella didascalia di ogni foto è indicata la fonte o l’autore.

Lorenzo Colistra

Lorenzo Colistra
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