È morto Paolo Rossi, eroe del Mundial ’82

È morto Paolo Rossi, eroe del Mundial ’82

È morto Paolo Rossi

Rossi è morto a Roma il 9 dicembre 2020. “Pablito” aveva 64 anni, era nato a Prato nel 1956. Rossi ha vinto con l’Italia il Campionato del Mondo 1982 in Spagna, segnando tre gol al Brasile, due alla Polonia e uno alla Germania in finale e diventando capocannoniere del torneo. Quell’anno ha vinto anche il Pallone d’Oro. L’annuncio della sua morte è stato dato dalla moglie Federica Cappelletti su Instagram con una foto che ritrae i due vicini e sorridenti e due sole parole. “Per sempre”. “

Paolo Rossi era arrivato a giocare il Mondiale dopo due anni di squalifiica a causa dello scandalo del calcioscommesse e la pena era terminata nell’aprile del 1982, in tempo per essere convocato dalla Nazionale per la massima competizione sportiva. L’allora commissario tecnico Enzo Bearzot lo chiamò a far parte dei 22 nonostante le critiche di tutta la stampa sportiva ed ebbe ragione: dopo essere rimasto a secco nelle prime tre partite del girone (in cui l’Italia si qualificò a fatica come seconda dietro la Polonia con tre pareggi e segnando solo due gol) gli azzurri vennero inseriti nel “gironcino” con Brasile e Argentina, sembrando le vittime sacrificali di un turno di ferro (si qualificava solo la prima classificata).

Dopo la vittoria con l’Argentina (reti di Tardelli e Cabrini per gli azzurri, in gol Passarella per i sudamericani) l’Italia incontrò il Brasile a cui bastava un pari per passare il turno e accedere alle semifinali: gli azzurri vinsero alla fine per tre a due dopo essere passati in vantaggio per tre volte ed essere stati raggiunti dai carioca in due occasioni (tripletta di Rossi e gol di Socrates e Falcao). La semifinale contro la Polonia vide Paolo Rossi segnare due gol e Pablito aprì le marcature anche nella finale contro la Germania Ovest, finita alla fine 3 a 1 (Rossi, Tardelli, Altobelli, Breitner). Tra le immagini iconiche di quella vittoria c’è quella che vede Sandro Pertini che esulta in tribuna a Madrid vicino al re di Spagna Juan Carlos.

Chi era Paolo Rossi

Rossi è stato un centravanti d’area opportunista e cattivo. Dopo essere cresciuto calcisticamente nella Juventus e nel Como, cominciò a segnare e a fare gol nel Lanerossi Vicenza, dove giocò 96 partite tra 1976 e 1979 segnando 60 reti. Poi passò al Perugia e nel primo anno rimediò la squalifica con l’accusa di aver truccato la partita Avellino-Perugia (in cui segnò due reti). Si definì sempre innocente. Nel 1981 tornò alla Juventus dove rimase fino al 1985 vincendo due scudetti, una coppa delle coppe, una Supercoppa e una Coppa dei Campioni.

Nel 1985 passò al Milan e l’anno dopo al Verona, dove terminò la carriera 31 dopo molti infortuni che ne penalizzarono le prestazioni. Con Vieri e Baggio condivide il record azzurro di nove marcature ai Mondiali. Fu il primo, seguito poi da Ronaldo, a vincere nello stesso anno campionati del Mondo, titolo di capocannoniere della fase finale e pallone d’oro.

Paolo Rossi era affetto da un male incurabile. Anche il vicedirettore di RaiSport, Enrico Varriale ha dato l’annuncio della sua scomparsa: “Una notizia tristissima, ci ha lasciato” un “indimenticabile, che ci ha fatto innamorare tutti in quell’Estate dell’82 e che è stato prezioso e competente compagno di lavoro negli ultimi anni”.

Dopo la carriera da calciatore era stato prima presidente onorario del Santa Lucia, club in cui ha mosso i primi passi da atleta, e poi membro del consiglio di amministrazione del Lanerossi Vicenza. Aveva anche cantato in un 45 giri intitolato Domenica, alle tre in cui raccontava del rapporto tra i calciatori e le loro fidanzate. Successivamente è stato opinionista sportivo nelle trasmissioni di Sky e nel 1999 era stato candidato alle elezioni europee con Alleanza Nazionale. Nel 2002 pubblicò la sua autobiografia intitolata Ho fatto piangere il Brasile.

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