La chiesa dell’Addolorata nel rione Miraglia di Sambiase

La chiesa dell’Addolorata nel rione Miraglia di Sambiase

‌”Salve del ciel Regina e Madre addolorata, afflitta e desolata, fonte d’amore.

La spada del dolore il cuor ti trapassava mentre Gesù penava, confitto in croce.”

(canto popolare del settenario)

Visitando il centro storico di Sambiase è quasi impossibile non fermarsi al rione Miraglia; caratteristica zona del quartiere, ove vi sono antiche case che mantengono tuttora la loro originalità. In mezzo a queste case, spicca la chiesetta dell’Addolorata, il “cuore” del rione. Andiamo a scoprire la storia e le curiosità riguardo questo piccolo tempietto.

Il Rione Miraglia

Il Rione Miraglia

Per prepararci a quella che è la storia della rettoria, non trovo una cattiva idea soffermarmi un po’ sul rione in cui essa è presente. Non sappiamo datazioni precise, ma è più che ovvio che è una delle più antiche zone di Sambiase. Esso collega il centro abitato alle diverse frazioni montane come Gabella e Acquadauzano, per citarne qualcuna. Il nome, secondo Santo Sesto nel suo dizionario “La lingua dei padri: dizionario dialettale lametino” (1997), potrebbe derivare dal fatto che, essendo posizionato in una zona elevata, è consentito “ammirare”, dall’ultimo piano delle case, il paesaggio sottostante.

La chiesa dell’Addolorata

La chiesa dell’Addolorata in una festa degli anni ’80. Si può notare il Cristo morto che era all’altare. Fu poi spostato lateralmente, sotto l’antica statua della Madonna, e si trova tuttora lì.

Tutto quello che sappiamo sulla Rettoria dell’Addolorata (la cui memoria liturgica ricade proprio oggi, 15 settembre) di Sambiase ci viene tramandato in primis dalla tradizione popolare e poi dal compianto Mons. Pasquale Caputo (1911-1992), che ne è stato rettore per tanti anni (dal 15 settembre 1940 per la precisione) e se ne è occupato con grande amore e dedizione.

Un santino del rettorato di don Pasquale Caputo (Collezione Lorenzo Colistra)

Come scrive mons. Caputo,

“La tradizione dice che fuori le mura della città esisteva un romitorio dedicato ai Sette Dolori della B.V. E’ l’attuale chiesa che ha subito varie metamorfosi”

(Mons. Pasquale Caputo, Chiese e Conventi di Sambiase, pag. 19)

In una S. Visita 7 dicembre 1769, viene menzionata come “Chiesa dei Dolori”,

“…costruita con le offerte dei fedeli nella parte superiore (alta) del paese e sopratutto dall’Arciprete D. Domenico Pansino che fondò un beneficio con obbligo della Messa domenicale e festiva. Vacante da sei anni per la morte di D. Gregorio Misiano è di diritto patronato di Giovanni M. Cataldi, D. Luigi Pansino raccomandò alla pietà dei fedeli la custodia della chiesa senza reddito.”

(Mons. Pasquale Caputo, Chiese e Conventi di Sambiase, pag. 19).

Ed è questo, perciò, quello che sappiamo di storico sulla piccola chiesetta della Madonna Addolorata: un piccolo romitorio, successivamente trasformatosi in una chiesetta a devozione dei fedeli.

Dipinti sulla volta

La ristrutturazione negli anni ’40

Don Pasquale Caputo ha contribuito molto a far sì che questa chiesa ritornasse al suo splendore. Ed è scritto tutto su carta da lui stesso. Riguardo la ristrutturazione della chiesetta, avvenuta negli anni ’40, scrive:

“La parte materiale della Rettoria, va di pari passo con la spirituale. Sul pavimento di terra battuta con calce, sono state poste, in un primo tempo, mattonelle di cemento, sostituite, più tardi con marmi. Il campanile cresce di tre metri d’altezza. Alle due campane piccoline, viene aggiunta una campana grande. […] Al manichino viene sostituita un’artistica scultura in legno cirmolo, preparata con decorazione in oro zecchino, collocata nel nuovo trono di marmi pregiati. Tutta la chiesa viene rivestita in marmi, restaurata e abbellita con riproduzioni artistiche. Vengono preparati, in marmo, ciborio e altare, in conformità della liturgia cambiata. Le sculture del Cristo morto e di S. Liberata arricchiscono la chiesa. Harmonium elettrico, parati e biancheria formano un corredo da invidiare. La festa annuale della seconda domenica di ottobre, preparata spiritualmente con sette venerdì e il novenario, è diventata primaria nel paese.”

(Mons. Pasquale Caputo, Filone d’oro, pag. 47, cap. 31, righi 56-77)

La navata oggi

La chiesa oggi

La chiesa si presenta ad una piccola e semplice navata. Ai lati vi sono: l’antica statua della Madonna Addolorata, attualmente usata per le celebrazioni della Settimana Santa, sotto della quale vi è Gesù morto (un tempo situato sotto l’altare), e la statua di santa Liberata sulla croce. Al di sopra dell’ingresso vi è una cantoria che “il Signor Bruno Porchia Fece dipingere 1871”. Sull’altare maggiore vi è la nuova statua della Madonna. La volta è arricchita da dipinti raffiguranti la Passione di Gesù e i dolori di Maria. La rettoria è affidata alla cura dei Padri Minimi di san Francesco di Paola che operano nella parrocchia omonima in Sambiase.

La festa

La festa della Madonna Addolorata si celebra ogni anno la terza domenica di settembre. Ricade, perciò, in quello che è il Settembre Mariano sambiasino, ove si celebra la Vergine Maria sotto tre titoli: la Madonna delle Grazie, nella chiesa Matrice; la Madonna di Porto Salvo nell’omonimo santuario e, appunto, la Madonna Addolorata nel rione Miraglia.

Scrive ancora Mons. Caputo che il culto ai Sette Dolori della B. V. Maria è sempre stato vivo nel popolo, ma ha avuto un incremento maggiore dopo la distruzione della vicinissima chiesa di santa Sofia nella seconda metà dell’800.

N. B.: Le foto della processione sono tratte dal sito ufficiale della parrocchia: www.sanfrancescodipaolalamezia.it

I festeggiamenti sono tanto sentiti e coinvolgono tutto l’ex comune di Sambiase. Ci si prepara con un solenne settenario. Durante questi sette giorni vi sono anche il rito di incoronazione della statua e la Via Matris.

La festa ai tempi del Covid-19

Il programma dei festeggiamenti

Come ogni anno vi sarà il solenne settenario, ma non ci sarà la tradizionale processione. Il settenario è iniziato domenica alle ore 9.00 (non la sera poiché vi sono stati i festeggiamenti della Madonna di Portosalvo). Gli altri giorni vi saranno il santo Rosario e i Vespri alle 18.00 e la santa Messa alle 18.45. Giovedì 17, durante la santa Messa, incoronazione della Madonna. Sabato 19 santa Messa alle 8,30 ed Adorazione eucaristica personale; santo Rosario, Vespri e santa Messa a partire dalle 18. Il giorno della festa, ovvero domenica 20 settembre, le sante Messe saranno alle ore 9,00 – 10,00 (presieduta da P. Domenico Crupi, Delegato Provinciale T.O.M) con Atto di affidamento e omaggio floreale – 11,30 con supplica alla Madonna. Le celebrazioni saranno all’aperto.

N.B.: Ogni foto, eccetto quelle della processione (tratte da www.sanfrancescodipaolalamezia.it) e quella in evidenza (tratta dalla pagina facebook SAMBIASE DI LAMEZIA TERME, TRA I CENTRI STORICI PIU’ BELLI DEL SUD ITALIA) è di proprietà dell’autore.

Ringrazio di cuore chi mi ha fatto avere le copie dei manoscritti di mons. Pasquale Caputo per mie curiosità personali e per la realizzazione di questo articolo.

Lorenzo Colistra
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