FESTIVAL DELLE ERRANZE E DELLA FILOXENIA 2020

FESTIVAL DELLE ERRANZE E DELLA FILOXENIA 2020

FESTIVAL DELLE ERRANZE E DELLA FILOXENIA EDIZIONE 2020

Riabi(li)tare i luoghi. Diversamente felici nelle aree interne.

“Riabitare le aree interne italiane”: è il mantra che domina buona parte del dibattito culturale e politico italiano. Si espongono progetti, si pubblicano libri, si fanno leggi, si destinano risorse. Il rischio è di riempire le aree interne di “cose” inutili, morte prima ancora di nascere. Esattamente come si è fatto in passato: ostelli, rifugi, zone industriali, strade, grandi attrattori, opere pubbliche varie. È uno scenario molto realistico, soprattutto da quando spopolamento e abbandono hanno fatto delle aree interne apparenti terre di nessuno. Già, solo apparenti. Perché in realtà questi territori “vuoti” (ma il vuoto non è forse un importante elemento della materia, secondo la fisica moderna?) sono divenuti gli ultimi sacrari dei nuovi lussi dell’Occidente opulento, come li chiama Terry Paquot: spazio, tempo, silenzio. Ed è nei luoghi, nei paesaggi, nelle aree dell’interno, sempre più vaste, restituite alla natura ed alla storia, che si declinano queste parole tanto ambite da chi vive nelle società urbane, ipertecnologiche, iperprotette, tracimanti di persone magari ricche o comunque “agiate” che però sono tristi, depresse, insoddisfatte delle loro vite. Ecco perché quest’anno il festival dell’area del Reventino-Mancuso ha deciso di dire che per “riabitare” i luoghi occorre prima “riabilitarli”. È necessario cioè ricostruirne la reputazione, decostruendo, nello stesso tempo, quel nefasto immaginario collettivo che li ha avvolti in un sudario di miseria, tristezza, malinconia. Occorre far comprendere, invece, che i luoghi hanno valore per come essi sono, che non bisogna trasformarli in ciò che non potranno mai essere (ad esempio delle giostre per il divertimento coatto di masse sguaiate di turisti mordi e fuggi). Nelle aree dell’interno, nei luoghi del Reventino-Mancuso, riconsegnando al paesaggio (inteso come crogiolo di natura e cultura) ed ai singoli luoghi il loro ruolo di vere miniera, di reali ed uniche attività produttive delle nostre comunità, capiremo che esistono ancora luoghi dove si può vivere poveri ma felici, anzi “diversamente felici”.

Faggeta di Condrò, sabato 11 luglio 2020.

Francesco Bevilacqua

*

Il programma dell’estate 2020 in sintesi.

Premessa.

L’emergenza pandemica ha ristretto di molto la nostra macchina organizzativa. Ed il Festival si basa essenzialmente sull’autofinanziamento. Ogni associazione culturale, ogni organizzazione di trekking, ogni pro loco coinvolte hanno facoltà di procurarsi i pochi fondi necessari a coprire i costi come meglio credono. Le amministrazioni comunali (Carlopoli, Conflenti, Lamezia Terme, Martirano Lombardo, Motta S. Lucia, Platania, Serrastretta, Tiriolo) contribuiscono concedendo le aree degli eventi ed offrendo servizi.

Ad oggi non abbiamo creato un ente sovraordinato che gestisca l’organizzazione del Festival. Per un verso non ne abbiamo avuto la forza. Per altro verso, forse, proprio questo è il nostro punto di forza (ci si passi la cacofonia e il paradosso): un po’ anarchici, ma molto collaborativi e uniti, applichiamo la visione sistemica ed olistica del mondo che ci è congeniale. Anche per questo abbiamo scelto di non avere, al momento, un direttore artistico. Agiamo dal basso delle nostre singole realtà, grazie al volontariato di ciascuno di noi, con le risorse umane ed economiche delle singole associazioni.

GLI EVENTI

In attesa del programma ufficiale di questa estate ecco delle anticipazioni.

Si parte con tre sere di concerti di chitarra classica organizzati da “Animula” in collaborazione con il Comune di Carlopoli alle rovine dell’abbazia cistercense di Corazzo, venerdì 17, sabato 18 e domenica 19 luglio.

Nella giornata di domenica 19 luglio, “Conflenti Trekking” organizza una prima escursione guidata alla scoperta delle edicole votive, le “cone” della tradizione, intorno alla Madonna di Visora a Conflenti.

Venerdì 24 luglio al Polo Museale di Tiriolo Antica, Tiriolo, presentazione del libro di Francesco BevilacquaLettere meridiane, cento libri per conoscere la Calabria” (Rubbettino). Seguirà una visita guidata al museo.

Domenica 26 luglio seconda escursione di “Conflenti Trekking” da S. Mazzeo di Conflenti al Monte Reventino.

Venerdì 31 luglio a Platania, Savina Tarsitano apre la sua mostra “La voce dei luoghi” con installazioni ed happening che dureranno con una residenza d’artista di cinque giorni. Nel pomeriggio presentazione del libro di Vincenzo VillellaGenti e paesi del comprensorio lametino” (Grafichéditore). In serata concerto di musica etnica dei “Sazeri”.

Sabato 1° agosto la Pro loco di Platania e “Conflenti Trekking” organizzano un’escursione ad anello nei territori di Platania e Conflenti: Sentiero di Visora, M. Faggio, Pietra del Corvo, anticima del Reventino, Sentiero di Visora. In serata a Platania giochi e artisti di strada.

Domenica 2 agosto, al mattino le pro loco di Platania e Serrastretta organizzano un “Concerto per il bosco” alla Cona del Corvo nella Faggeta di Condrò (arpe e percussioni). Nel pomeriggio visite guidate al Parco Letterario Felice Mastroianni e al Museo Micologico. Nella serata del 2, sempre a Platania, reading di letture e concerto di Ettore Castagna con presentazione del suo libro “Della Grecìa perduta” (Rubbettino).

Sabato 8 agosto alla Biblioteca Comunale di Carlopoli conversazione con Francesco Bevilacqua su “Custodire il paesaggio. Fra luoghi, legami e rimosso territoriale”. Nell’occasione verrà presentata la nuova guida turistica pubblicata dal Comune di Carlopoli e le 50 sedie di artigianato di Serrastretta donate all’Abbazia di Corazzo da Francesco Bevilacqua.

Domenica 9 agostoConflenti Trekking” organizza un’escursione guidata nelle campagne di Conflenti con dimostrazione di antichi saperi agricoli. In serata a Conflenti presentazione libro di Vincenzo VillellaGenti e paesi del comprensorio lametino” (Grafichéditore).

Sabato 5 settembreProgetto Gedeone” e “Dorian – La cultura rende giovani” a Nicastro di Lamezia Terme passeggiata narrata fra il Castello Normanno-Svevo di Nicastro e le gole del Torrente Canne. Nel pomeriggio laboratorio di ceramica sul Corso Numistrano.

Domenica 6 settembre le stesse associazioni organizzano, in serata, nel centro storico di Sambiase di Lamezia Terme la presentazione del libro di Filippo D’AndreaLa terra dentro. I poeti dialettali del Lametino” (Grafichéditore).

In vari momenti del Festival l’artista Savina Tarsitano, ambasciatrice del “Terzo Paradiso” e di “città dell’Arte” di Michelangelo Pistoletto sarà protagonista di una residenza artistica a Platania, terrà la sua mostra “Voci dei luoghi” sempre a Platania e sarà autrice di happening, workshop ed eventi fra Lamezia Terme, Platania e Carlopoli. Nelle varie occasioni saranno esposte le tele per la pace del progetto internazionale “Kids – Guernica” e “Terzo Paradiso” per festeggiare il 25° anniversario di “Kids – Guernica”. Fra le tele realizzate in tutto il mondo vi saranno anche le due tele realizzata a Lamezia nel 2015.

Ogni evento sarà pubblicizzato con locandine ed inviti anche sui social, che conterranno tutti i dettagli.

Il Festival è aperto ai territori ed alle associazioni di altri comuni dell’area del Reventino-Mancuso. Durante il resto dell’anno, sino alla edizione estiva del 2021 si continuerà ad organizzare eventi.

Seguiteci sul nostro sito www.festivalerranzefiloxenia.it Sulla pagina di Facebook, sul gruppo Facebook “Amici del Festival delle Erranze e della Filoxenia”, sul profilo Istagram.

Le associazioni coinvolte:

Animula”, “Conflenti Trekking”, “Dorian – la cultura rende liberi”, “Polo Museale Tiriolo Antica”, “Progetto Gedeone”, “Pro Loco Motta S. Lucia”, “Pro Loco Platania”, “Pro Loco Serrastretta”.

IL FESTIVAL

“Erranza è spirito d’avventura, desiderio d’esplorare e conoscere. È istinto irrefrenabile a farsi pellegrini, anche nel proprio Mondo. È percepire il sacro che è in ogni creatura, in tutte le manifestazioni della natura. È camminare salmodiando una preghiera. Perché gli erranti cercano il senso dell’esistenza. È smarrimento, fragilità, tenerezza. È fatica, ebbrezza, stupore. È l’ineluttabile scorrere della vita, il muovere perenne verso un approdo. Erranza è un luogo ove smarrirsi e infine ritrovarsi.

Filoxenìa è spirito di accoglienza, premura per l’ospite. È il valore sacro dell’ospitalità nel mondo greco antico. Perché chi bussa alla tua porta potrebbe essere un dio sotto mentite spoglie. Filoxenìa è rispetto, generosità, altruismo. Filoxenìa è la disposizione d’animo di chi attende, sempre, e nello stesso tempo sa di essere atteso, ovunque. Filoxenìa è un luogo ove dimorare in pace e letizia.

Se abitanti divengono erranti, gli erranti si fanno abitanti”.

Condividi ora