«’A Madonna d’u Càrminu»: cenni storici sulla chiesa del Carmine e la spiritualità carmelitana a Sambiase

«’A Madonna d’u Càrminu»: cenni storici sulla chiesa del Carmine e la spiritualità carmelitana a Sambiase

Gran tesoro del popolo sambiasino, luogo amatissimo, “l’edificio sacro più accogliente di Sambiase” (P. Bonacci, Scritti lametini); parliamo della chiesa del Carmine di Sambiase, e ne discutiamo proprio all’approssimarsi della festa della Madonna del Carmine.

 

La nascita della chiesa e del convento

Il convento dei Carmelitani di Sambiase nacque nel 1556, per la precisione il 20 febbraio, come si legge nel “Bullarium Carmelitanum”. Invece, nella Platea dei beni del Convento del Carmine di Sambiase leggiamo che la chiesa sorse sui ruderi di un’antica chiesa gestita dai Padri benedettini di sant’Eufemia, dedicata a San Giovanni. Ma torniamo al convento: la realizzazione si deve a mons. Antonio Facchinetti, il quale affidò l’edificio a Padre Elia Iannazzo. Quest’ultimo fu un personaggio importante nella storia del Carmine: chiesa e convento si arricchiscono di molti possedimenti, tra cui due trappeti per l’olio e una grande fontana nel loro orto (la fontana di Cafaldo).

Gli anni d’oro del Carmine

Il Carmine negli anni ’50

Il periodo, però, di maggior fioritura si ha nel ‘700. Due volte il Carmine è nominato sede del Capitolo Provinciale dell’Ordine dei Carmelitani ed è oggetto di meticolosi restauri che rendono la chiesa con prevalente lo stile rococò e la volta si arricchita di dipinti di Francesco Colelli, che raffigurano santi carmelitani.

La soppressione del convento e l’elevazione a Parrocchia

Triste anno quello del 1809: G. Murat, con la legge emanata il 7 agosto di quell’anno, ordinò che il convento fosse soppresso e che i beni fossero venduti in parte ai Francesi. Qualche anno prima, nel 1806, avvenne la stessa cosa al Convento dei Minimi di Sambiase. I frati Carmelitani lasciarono allora Sambiase e non tornarono più.

Dal 1820 al 1866 furono i Padri Minimi ad officiare la chiesa e poi donarla al Comune di Sambiase quando dovettero andarsene. Il Comune usò una parte del convento come carcere; il resto fu abbandonato, la chiesa però rimase aperta al culto, e, con l’autorizzazione del Comune a Mons. Giambro, divenne parrocchia sotto il titolo di S. Maria del Monte Carmelo nel 1924.

Il primo parroco fu don Alfonso Genovese che restaurò la chiesa come la vediamo oggi e costruì l’asilo, gestito dalle suore del Cottolengo, a sue spese, con anche il contributo di Mons. Giambro. L’asilo chiuderà nel 2013.

La chiesa oggi

Vinea Carmeli

Attualmente la chiesa è ad una navata e in stile barocco rinascimentale. I dipinti conservati sono in gran parte del Settecento ed effettuati dal Colelli, da Giorgio Pinna e dal Pallone. Molto probabilmente l’opera di maggior pregio è l’imponente Vinea Carmeli (dal latino, “Vigna del Carmelo” – il nome “Carmelo” significa letteralmente Vigna di Dio). All’epoca dei carmelitani risalgono due poltrone, un confessionale, la porticina del Tabernacolo e una statua lignea di fattura locale, raffigurante inizialmente la Madonna del Carmine*, che fu poi sostituita da un’altra statua forse risalente agli anni ’30, scolpita ad Ortisei, ovvero l’attuale scultura della Madonna del Carmelo situata sull’altare maggiore.

È provvista di una casa canonica ove si svolgono le varie attività parrocchiali, tra cui catechismo. Attivo sin dal 1962 lo scautismo, mentre nel luglio 1965, grazie al parroco don Bruno Bernardi, venne istituito il TOC (Terz’Ordine Carmelitano), che opera ancora oggi, onorando e diffondendo la devozione alla Vergine del Monte Carmelo e condividendo l’ideale di fraternità e comunità, puntando a volgere lo sguardo su Gesù.

La festa della Madonna del Carmelo in tempi di Covid-19

Il programma dei festeggiamenti

Il 16 luglio, come ogni anno, sarà la festa della Madonna del Carmine. Quest’anno si svolgerà in modo differente dagli altri anni: la novena si svolgerà nel cortile della casa canonica, con una capienza massima di 150 persone, alle ore 20,00 e sarà trasmessa su Esse TV (canali 112; 512; 603; 633 e in replica su 291). Sarà anche celebrata in chiesa alle ore 8,00. Giorno 16, le sante Messe saranno alle 8, alle 9 e alle 20.

7 luglio 2020: santa Messa nel cortile della casa canonica.

 

7 luglio 2020, statua della Madonna del Carmine. **

*L’antica statua della Madonna del Carmelo è tuttora custodita in chiesa: si tratta di quella che ora è chiamata Madonna della Candelora o della Purificazione.

**La foto in evidenza e la foto del Carmine negli anni ’50 sono tratte dalla pagina facebook https://www.facebook.com/media/set/?vanity=120945077905&set=a.10152419978342906. Le foto rimanenti sono di proprietà dell’autore.

Lorenzo Colistra
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