Santa Rita: il culto nella chiesa di S. Maria Maggiore in Lamezia Terme

Santa Rita: il culto nella chiesa di S. Maria Maggiore in Lamezia Terme

Deh! Benedici, o Rita, il nostro amante cor: in ogni istante di questa vita a Te sia sacro il nostro amor! (dall’Inno a santa Rita)

Oggi, venerdì 22 maggio, la Chiesa cattolica celebra la tanto amata e venerata santa Rita da Cascia. Anche a Lamezia Terme, precisamente nell’ex comune di Nicastro, la festa del 22 maggio è molto sentita. Tuttavia, quest’anno, per i motivi che tutti sappiamo, non vedremo le strade affollate al passaggio della processione e la lunga fila di devoti giunti a toccare il caratteristico simulacro della santa. Andiamo a tracciare un breve profilo storico della santa umbra e del culto sviluppatosi nella città lametina.

La storia e i miracoli di santa Rita

La sua vita fu avvolta in un’aura di soprannaturale dalla nascita alla morte. Al secolo Margherita Lotti, nacque a Roccaporena, piccolo paese montano a 5 km da Cascia, nel 1381. I suoi genitori erano Antonio Lotti e Amata Ferri, anziani, molto religiosi, nominati dal Comune come “pacieri di Cristo” nelle lotte politiche e familiari tra guelfi e ghibellini, proprietari di terreni agricoli.

Il matrimonio e la morte del marito e dei figli

Com’era d’uso in quel tempo, Rita fu indirizzata al matrimonio molto presto. Sposò il violento ghibellino Paolo Mancini e da lui ebbe due figli, forse gemelli, Giangiacomo Antonio e Paolo Maria. Col tempo, il carattere orgoglioso e irruento del marito si acquietò, grazie al prezioso contributo della mitezza di Rita. Una notte, per ragioni non del tutto chiare, Paolo venne ucciso. Rita, che non serbava odio, perdonò i suoi assassini. I figli pensavano alla vendetta, tuttavia morirono di malattia poco dopo. Si narra che Rita pregò affinché i suoi figli non si macchiassero del sangue della vendetta.

Il desiderio di consacrarsi al Signore

Persi oramai marito e figli, il desiderio di diventare monaca agostiniana, presente in lei già da quando era adolescente, si fece molto più forte, perciò decise di prendere i voti ma per tre volte fu rifiutata. Una notte si ritirò nel suo amato scoglio di Roccaporena, dove ella soleva pregare, e la mattina dopo si ritrovò prodigiosamente nel chiostro conventuale. Da allora la santa fu accettata e divenne monaca agostiniana.

Il prodigio della Spina

È risaputo che santa Rita nel corso della sua vita abbia compiuto innumerevoli miracoli, ma quello più noto è certamente quello della spina: il venerdì santo del 18 aprile 1432 la santa, dopo la predica di Passione, ritiratasi in preghiera, ricevette una spina dalla corona di spine che aveva in testa il Crocefisso che ella aveva innanzi. La stigmata, spesso sanguinante e maleodorante, le rimase in fronte per 15 anni. Sparì solo in occasione di un pellegrinaggio a Roma e poi ricomparì.

Classici santini di santa Rita

La morte e il miracolo delle rose e dei fichi

Rita, malata e costretta a letto da tanto tempo, morì il 22 maggio del 1457. Prima di morire, chiese a sua cugina di prenderle una rosa e due fichi nel giardino della sua abitazione, ma essendo in pieno inverno la cugina pensava delirasse. Tuttavia, nel gelo montano del suo paese, sotto una fitta nevicata, ci furono le rose e i fichi che la santa aveva chiesto. Da lì, l’appellativo di “Santa delle cose impossibili”. Spina, api, rose e fichi sono i suoi attributi più ricorrenti. Alla sua morte le campane suonarono a festa, senza che nessuno tirasse le corde.

Il culto e la canonizzazione

Il culto di santa Rita si diffuse ben presto e le notizie di miracoli non terminavano. Tuttavia la santa fu dapprima beatificata nel 1628, 180 anni dopo la sua morte, e poi canonizzata nel 1900, quattro secoli dopo la sua morte (per la precisione, 443 anni!).

Il culto a Lamezia Terme nella chiesa di S. Maria Maggiore

La nascita del culto

Dopo i santi Pietro e Paolo, sant’Antonio di Padova e san Francesco di Paola, molto probabilmente santa Rita è la santa più amata dai lametini. Con l’inizio del novenario, l’antica chiesa di santa Maria Maggiore, meglio conosciuta come “di san Francesco” poiché un tempo sede dei padri Riformati di san Francesco d’Assisi, si riempie di tantissima gente fino al giorno 22 maggio, transito di santa Rita. Come nasce questo culto? La festa di santa Rita a Nicastro nasce all’incirca mezzo secolo fa, su iniziativa del parroco don Antonio Pileggi. Il 25 aprile 1948, 72 anni fa, venne esposta in chiesa l’attuale statua lignea della Santa.

La statua di santa Rita da Cascia quando era nella vecchia nicchia della navata principale (Foto tratta dal libro “Santa Maria Maggiore” di F. Stancati)

La statua, molto caratteristica, raffigura l’attimo in cui la santa umbra, inginocchiata, con le mani giunte e un Rosario in mano, riceve la spina sulla fronte dal Crocefisso che le sta davanti; dietro di lei vi è un angelo che le porge una corona di spine. Un tempo la statua si trovava in una nicchia incassata tra due pilastri nella navata principale, a destra; successivamente è stata traslata nella navata del Santissimo Sacramento.

La festa del 22 maggio

Statua di santa Rita (foto 2019)

La festa, come già detto prima, è molto sentita. Ogni giorno del novenario vi è un peregrinare di persone devote che sembra quasi infinito. Non mancano mai coloro che portano l’abito votivo della santa, in modo particolare bambine.

Lo spazio adibito all’esposizione della statua si riempie di rose, il fiore per eccellenza della santa, e fiori di ogni tipo. Vi si può notare la commozione delle persone sotto lo sguardo dell’eloquente immagine di santa Rita: c’è chi viene per chiedere una grazia particolare, per pregare semplicemente o anche solo per curiosità. Intorno alle ore 19 il simulacro lascia la sua abituale dimora per essere portata in processione per le vie parrocchiali. Scattano tanti applausi ed è particolare la pioggia di rose al passaggio della Santa. Tornata a santa Maria Maggiore, dopo la messa all’aperto, santa Rita, tra tanti applausi, il canto dell’inno, la benedizione delle rose e le acclamazioni dei fedeli, sale in chiesa attraverso la prestigiosa scalinata che conduce all’edificio sacro.

Oggi le sante Messe saranno alle ore: 8,00; 9,30; 11:00 e 19:00. Alle ore 12:00 supplica a Santa Rita. Sarà possibile seguire le celebrazioni in diretta anche del canale ufficiale della Parrocchia di santa Maria Maggiore. Per iscrivervi al canale e assistere alle celebrazioni potete andare su questo link: https://www.youtube.com/channel/UCHJ5ty8xtVzPyVO1-hvSk7A.

La devozione a santa Rita si estende anche fino alle montagne sambiasine: vi è una chiesa a lei dedicata nella frazione Gabella, ove è festeggiata l’ultima domenica di luglio.

N. B.: Tutte le foto in questo articolo sono di proprietà dell’autore, ad eccezione della terza foto tratta dal libro “Santa Maria Maggiore” di F. Stancati.

 

 

 

 

Lorenzo Colistra
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