Pasqua in Calabria: le tradizioni religiose

Pasqua in Calabria: le tradizioni religiose

“Oji è Vennari santu e nun se canta,
ca è muartu Gesù Cristu in passioni.
Ha d’abbuscatu na botta di lancia,
alla parti sinistra di Lu cori. Curri Maria, jettati stu mantu,
Ca li judei hannu fattu tradimiantu.
L’hanu purtatu allu sumburcu santu,
accumpagnatu di Lu Sacramentu.
Ogn’ura ogni momentu,
Lu santissimu sacramentu.

(canto tradizionale di Sambiase, Lamezia Terme)

In Calabria, come ben sappiamo, la Pasqua è molto sentita, in particolare parliamo del Triduo Pasquale, ovvero il Giovedì, il Venerdì, il Sabato Santo e, infine, la domenica di Resurrezione. Per tutti questi quattro giorni nei piccoli paesi della regione è un susseguirsi di processioni caratteristiche e riti molto particolari. Andiamo a scoprirli intraprendendo un viaggio virtuale!

Domenica della Palme

Nella domenica della Palme, giorno in cui si commemora l’ingresso di Gesù a Gerusalemme, è tradizione in tutta Calabria portare le palme in chiesa a farle benedire e poi di regalarle ad amici e parenti.

Le “pupazze” di Bova

Le “pupazze” di Bova: foto tratta da http://calabriagreca.it/blog/risorse/festa-delle-pupazze-di-bova/

Il rito più suggestivo avviene certamente a Bova, in provincia di Reggio Calabria, in cui avviene la processione delle “pupazze”. Le “pupazze” raffigurano figure femminili fatte con palme intrecciate e adornate di fiori e frutta. Il rito nasce dal mito greco in cui si parla di Persefone; la leggenda narra che Ades, signore dell’oltretomba, innamoratosi della fanciulla Persefone, la rapì mentre raccoglieva fiori nel campo Niseo. Ciò causò la scomparsa della vegetazione ma, dopo giorni di disperazione, le suppliche della madre Demetra a Zeus ottennero che la figlia, per metà dell’anno, tornasse con la madre sulla terra a far rifiorire e rinverdire i campi.

Giovedì Santo

L’altare della reposizione nella chiesa dell’Immacolata a Pizzo, quartiere Marina (VV): foto tratta da https://hiveminer.com/Tags/cristo%2Creligione

Si commemora l’Ultima Cena di Gesù con gli apostoli nonché l’istituzione dell’Eucaristia. In tutte le chiese si allestiscono “i Sumburchji”, cioè i Sepolcri, gli altari della Reposizione. Gli altari della reposizione sono sempre adornati con piantine di grano, fatte crescere al buio e di colore giallo. È consuetudine visitare sempre e solo un numero dispari di chiese. Dopo la Messa in cœna domini, le campane smettono di suonare fino alla tarda serata del sabato santo e i fedeli ricevono il pane benedetto. Nelle cattedrali avviene la consacrazione degli oli benedetti.

La processione delle Croci a Stilo

A Stilo (RC), l’avvenimento più sentito e significativo del Giovedì Santo è la processione delle croci. Il rito inizia all’imbrunire (si concluderà alle prime luci dell’alba), vengono consegnate le croci da parte del priore dell’Arciconfraternita locale ad oltre cento devoti, i quali dopo aver pagato una somma di denaro, si dividono in quattro gruppi di penitenti, molti dei quali scalzi e con il viso coperto, che percorrono le vie del paese pregando e cantando.

Venerdì Santo

È proprio in questa giornata che assistiamo alle varie processioni e ai riti più caratteristici che attirano tanta gente che viene per devozione, fede, o soltanto per curiosità.

I “Vattienti” di Nocera Terinese

I “vattienti” si flagellano davanti la chiesa di san Martino a Nocera T.: foto tratta da http://www.reportageonline.it/i-vattienti-di-nocera-terinese-un-rituale-contemporaneo-della-tradizione-calabrese-prima-parte/

Partiamo dall’evento più conosciuto in assoluto: i “Vattienti” di Nocera Terinese (CZ). È un rito molto antico, che si perde nella notte dei tempi e ha come protagonisti uomini che si vattijanu, ovvero si battono, si flagellano. Infatti lo scopo dei Vattienti è proprio quello di autoflagellarsi per ricordare la passione di Cristo. L’evento si svolge nella sera del Venerdì Santo ma continua anche nella mattina del sabato. Immancabile e ulteriore protagonista è la statua della Pietà, meglio conosciuta come statua della Madonna Addolorata, portata in processione nel corso del rito dei Vattienti. C’è una simpatica storia attorno a questa statua: la statua è in pero selvatico, tutta d’un pezzo; si dice che lo scultore, appena terminata l’opera, perse immediatamente la vista per non ripetere più un capolavoro simile.

La flagellazione avviene tramite il cardo e la rosa, dei dischi di sughero con 13 pezzetti di vetro che simboleggiano Gesù e gli apostoli insieme. Insieme a chi si flagella vi è un ragazzino detto Acciomu. La processione termina con l’incontro simbolico tra Maria e Gesù sul Calvario, poi, dopo più di 8 ore, il simulacro fa ritorno nella sua abituale dimora, l’antica Chiesa dell’Annunziata. Un rito simile avviene anche a Verbicaro (CS) e avveniva anche a Terranova da Sibari (CS).

I “Mistìari” e la Via Crucis a Lamezia Terme

La penultima statua dei Mistìari: la Madonna Addolorata che esce dalla chiesa Matrice: foto tratta da https://www.lameziaoggi.it/lamezia-terme/2019/04/19/lamezia-rinnovato-il-rito-della-secolare-processione-dei-mistiari/attachment/sambiase-mistiari19-1/

Spostiamoci poi di poco e andiamo a Lamezia Terme, precisamente nell’ex comune di Sambiase. Nelle due chiese, una di fronte all’altra, dell’Annunziata e dell’Immacolata, gestite dalle omonime confraternite, sono allestite le 8 statue della passione di Gesù, dette “Mistìari”; questa definizione non si riferisce solo ai misteri dolorosi, ma anche ai mestieri intesi come lavoro; infatti ogni statua è portata da persone appartenenti a una precisa categoria lavorativa: Gesù nell’orto del Getsemani viene portato dai contadini; Gesù flagellato alla colonna dai muratori; Gesù coronato di spine dai parrucchieri; Gesù che porta la Croce e Gesù Crocifisso dai falegnami; la Varetta di Gesù Morto dai confratelli dell’Annunziata e dell’Immacolata; la Madonna Addolorata da donne che hanno subito lutti e san Giovanni dagli impiegati.

La statua della Madonna Addolorata venerata nella chiesa di San Teodoro in Nicastro, Lamezia Terme; foto su concessione di A. Vescio.

A Nicastro, poi, avviene una lunga processione in cui si meditano le stazione della Via Crucis. Durante il corteo sfilano le antiche statue dell’Addolorata e di Gesù Morto, provenienti dall’antica chiesa di San Teodoro che si trova nell’omonimo rione.

L’Affruntata di Passione e la processione “di l’Angeleji” a Pizzo

La Madonna Addolorata nel duomo di san Giorgio a Pizzo (VV). Foto tratta da: http://blog.zingarate.com/travelingalone/la-settimana-santa-in-calabria/

A Pizzo Calabro (VV), la statua della Madonna Addolorata esce dal duomo di san Giorgio per raggiungere la piazza principale, luogo in cui si svolgerà l’”Affruntata” di Passione: la Vergine si incontrerà con san Giovanni, che tristemente le annuncia la morte del figlio di Gesù. Dopodiché le statue raggiungeranno la chiesa di san Sebastiano, dove si trova il “Calvario”, e successivamente avrà luogo la lunga processione “di l’Angeleji”, il corteo con le statue della Passione di Cristo, compresi l’Addolorata, san Giovanni e una stupenda “Vara” con Gesù Morto adornata rigorosamente con garofani rossi. Si dice che la Madonna Addolorata, durante il triduo pasquale, assuma un’espressione molto triste, che ritornerà poi “normale” la domenica di Pasqua. Dopo la processione, la Madonna ritorna poi nella chiesa di san Giorgio.

La “Naca” di Davoli e gli abeti illuminati

Gli abeti di Davoli (CZ); foto tratta da: https://wesud.it/la-naca-davoli-emozione-fede-processione-luce/

A Davoli (CZ) c’è l’usanza di addobbare dei grandi abeti con delle lampade da portare in processione insieme alla “Naca” di Gesù Morto, che esce dalla chiesa di santa Barbara nella tarda serata del venerdì.

La “Naca” di Catanzaro

La “Naca” con Gesù morto; foto tratta da https://www.marcopolo.tv/calabria-le-sue-tradizioni

A Catanzaro avviene una delle processioni più partecipate della Settimana Santa in Calabria: la processione della “Naca”; avviene anche in altri paesi del catanzarese come Davoli, Tiriolo, Cropani o Gagliano, ma quella del capoluogo è più conosciuta. La “Naca” (dal greco νάκη, “culla”) è il letto, la culla dove si trova Gesù morto. Non si sa la data di fondazione di questo rito ma molti dicono che tutto inizi a partire dal ‘600. Un tempo avvenivano più processioni della Naca, organizzate dalle confraternite dell’epoca; a partire dal 1937 si svolge una sola processione. La Naca ha la tipica forma di una culla allungata, ornata di damaschi e seta e attorniata da fiori. Agli estremi della culla ci sono quattro o più angeli in cartapesta, che tengono in mano i simboli della Passione, alle spalle una grande croce illuminata. Dietro la Naca abbiamo la statua dell’Addolorata.

La fiaccolata di Vazzano

A Vazzano (VV), i protagonisti del corteo pasquale sono i frati membri della locale congregazione, che per l’occasione indossano una corona di spine e si incatenano le mani, mentre i fedeli disegnano il loro percorso tenendo in mano torce accese realizzate con fiori raccolti in montagna.

I Flagellanti e le “Varette” di Cassano allo Jonio

Un flagellante di Cassano; foto tratta da http://lamiasettimanasanta4c4.blogspot.com/2016/10/i-flagellanti.html

A Cassano allo Jonio (CS) avviene la processione con 18 statue raffiguranti i Misteri (le “Varette”), ma i protagonisti principali sono i canti della Passione, le “Addoloratine” e i “Flagellanti”. Diversamente da quelli di Nocera e Verbicaro, i flagellanti di Cassano sono vestiti di bianco e incappucciati e si percuotono le spalle con delle fruste di ferro durante tutta la durata della processione. Le “Addoloratine” sono delle bambine che portano l’abito votivo della Vergine Addolorata, la quale seicentesca e suggestiva statua viene portata in processione accompagnata dagli struggenti canti dei devoti. Altre processione delle “Varette” avvengono a Vibo Valentia, Caulonia (ove prende il nome di Caracolo), Laureana di Borrello, Polistena, Cittanova.

La processione della Desolata a Vibo; foto tratta da https://www.ilvibonese.it/cultura/10081-focus-riti-settimana-santa-vibo-incontro-religione-pieta-popolare/#

La processione di Mesoraca

A Mesoraca (KR), subito prima della processione, la croce viene assegnata a un devoto che la trasporterà per le vie del paese, soffermandosi davanti alle chiese per la visita ai sepolcri.

La “pigghiata”

In molti paesi della provincia di Catanzaro, come Davoli, Gagliano, Montepaone, Satriano, Savelli, Borgia, Marcellinara, Settigiano, Gimigliano e Vena di Maida si usa dar luogo ad una sacra azione scenica, detta a “Pigghiata”, una specie di Passione vivente, che ripropone il dramma del Cristo nei momenti più commoventi della condanna e della crocifissione.

La Chiamata della Madonna Addolorata

Chiamata della Madonna Addolorata a Taurianova (RC): il sacerdote Le consegna il Figlio morto; foto tratta da http://www.taurianovatv.it/taurianova-chiamata-della-madonnache-si-svolge-la-sera-del-venerdi-santo-nella-parrocchia-dei-santi-apostoli-pietro-e-paolo/

Suggestiva in molti borghi della Calabria è la Chiamata della Madonna Addolorata; il sacerdote, dopo una lunga predica di Passione, al termine “chiama” la Vergine Addolorata, che attraversa la navata della chiesa lentamente (in alcuni paesi, come Vibo Valentia ad esempio, va incontro al sacerdote correndo), e simbolicamente Le viene consegnato il Figlio Morto sulle sue braccia. Dopo il canto dello Stabat Mater, la statua di Gesù Morto, che fino a poco tempo prima era sulle braccia di Maria, viene posta nel luogo della chiesa appositamente preparato. Ciò avviene a Siderno, a Mandatoriccio, a Davoli, a Cassano, a Vibo, a Pizzo Calabro, a Taurianova, a Caulonia (tra le più note) e in tantissimi altri paesi della regione.

La “troccola”

Al posto delle campane, che tacciono per tre giorni, tra i giovani vi è l’usanza di usare strumenti come la troccola o la tocca, ad esempio, per le vie del paese. Quest’ultimi sono strumenti i quali producono un suono che incute timore, e sono particolarmente usati nel venerdì, la giornata di lutto.

I riti del Venerdì Santo sono veramente tantissimi che sarebbe quasi impossibile elencarli tutti, abbiamo solo elencato i più conosciuti e particolari.

Sabato Santo

Il sabato santo è spesso il giorno della continuazione dei riti del venerdì, ad esempio i Vattienti di Nocera hanno luogo anche nella mattinata del sabato, così come tanti altri. A mezzanotte vi è la veglia pasquale, e al canto del Gloria le campane suonano solennemente a festa dopo tre giorni di silenzio.

Domenica di Pasqua

L’affruntata di Vibo; foto tratta da https://www.ilvibonese.it/societa/64095-coronavirus-vibonese-affruntate-processioni-rinviate-settembre/

L’Affruntata

Impossibile non menzionare l’Affruntata. È un rito che accomuna tantissimi paesi della Calabria. Conosciuta anche col nome di Cunfrunta, essa ha origini pagane e si svolge principalmente nelle province di Vibo e Reggio Calabria, ma anche a sud della provincia di Catanzaro. I protagonisti dell’Affruntata sono naturalmente le statue di Gesù Risorto, di san Giovanni e della Madonna.

La statua di San Giovanni fa la spola tra le altre due avanti e indietro, con passo sempre più veloce, come messaggero della resurrezione di Cristo. All’ultimo passaggio, viene anche Maria, che appena intravede suo Figlio Gesù corre incontro a lui e si priva dell’abito nero di lutto, facendone uscire fuori abiti a festa di colore principalmente bianco e azzurro oppure rosso. Una cattiva riuscita dell’evento è segno di cattivo presagio. Avvenuta l’Affruntata, si scambiano felici auguri di Pasqua e dopo una breve processione, le statue ritornano in chiesa tra l’emozione e le grida del popolo festante. Tra le “Affruntate” più note ricordiamo quella di Vibo, quella di Dasà (che prende il nome di ‘Ncrinata e si svolge il martedì dopo Pasqua), di Stefanaconi, di Polistena e di Sant’Onofrio.

 

 

Lorenzo Colistra
Follow me on
Condividi ora