Alla riscoperta di altri grandi figli di Sambiase

Alla riscoperta di altri grandi figli di Sambiase

Nel mio articolo d’esordio per il blog culturale Dorian – la cultura rende giovani, nel raccontare brevemente la passeggiata nel centro storico di Sambiase compiuta lo scorso 3 gennaio, accennai agli argomenti storici di cui ho avuto modo di parlare durante il percorso.

Oggi in questo nuovo articolo vi parlerò più approfonditamente di tutto questo.

Circa le vicende esistenziali, artistiche e politiche dei figli più famosi di Sambiase, quali furono Franco Costabile, Francesco Fiorentino e Giovanni Nicotera ho già scritto degnamente nella mia rubrica STORIAPOP, pertanto vi basta pigiare sui nomi per accedere direttamente all’articolo in questione.

Ora, invece, cerchiamo di conoscere assieme un po’ meglio altre grandi figure nate e vissute a Sambiase, che con la loro vita e le loro opere lasciano a Sambiase e a tutta Lamezia Terme esempi luminosi di cittadini, uomini, testimoni da non dimenticare.

Monsignor Pasquale Luzzo

Nacque a Nicastro (oggi Lamezia Terme) il 9 gennaio 1939 e fu ordinato presbitero dal vescovo di Nicastro monsignor Renato Luisi (1963 – 1969) il 28 giugno 1965. Inizialmente vice parroco presso la parrocchia Pietà di Nicastro, nel 1969 fu inviato come parroco coadiutore con diritto di subentro presso la parrocchia del Carmine, nel quartiere Cafaldo di Sambiase, allora retta dall’anziano don Bruno Bernardi. Luzzo da subito conquistò i suoi nuovi parrocchiani con la sua semplicità e concretezza. Formò generazioni di giovani attraverso lo sport (il calcetto), lo scoutismo (ancora oggi attivissimo è il gruppo scouts MASCI – Lamezia Terme 2), la catechesi a giovani e adulti. Uomo semplice ma molto autorevole, Luzzo puntava a formare le coscienze dei suoi parrocchiani, ad essere cristiani non di facciata ma di sostanza, anche grazie agli stimoli scaturiti dalle nuove direttive pastorali, frutto del Concilio Vaticano II (1962 – 1965), e dal metodo pedagogico allora rivoluzionario propugnato da don Lorenzo Milani (1923 – 1967). Luzzo dunque si poneva decisamente come un “parroco di frontiera”, in una realtà difficile e problematica qual è il quartiere Cafaldo, divenendo modello e precursore di uno stile clericale e pastorale allora inedito e ardito ed oggi ampiamente utilizzato e supportato dall’approccio pastorale dell’attuale Papa Francesco che esorta il clero ad avere addosso “l’odore delle pecore“. Trasse il meglio, per formare i ragazzi della parrocchia ad un autentico cristianesimo, dalla Teologia della Liberazione, nata nel sud America e che voleva coniugare Vangelo e Marxismo e dal libro di Paulo Freire Pedagogia degli Oppressi. Ciò però non lo fece mai sviare dai principi di autorità e rispetto alla gerarchia che ogni presbitero deve al suo vescovo e alla chiesa Cattolica. Infatti, riconosciuta ampiamente la correttezza della sua opera pastorale, nel 2005 l’allora vescovo di Lamezia Terme monsignor Luigi Antonio Cantafora nominò Luzzo Vicario Generale della diocesi. Egli assunse questo ruolo con senso di responsabilità ed equilibrio, anche quando fu colpito da un male devastante che lo consumò lentamente, dandogli però il tempo di incontrare Papa Benedetto XVI nella sua storica visita a Lamezia Terme nell’ottobre 2011 e spirare, circondato dall’affetto e dalla riconoscenza della sua parrocchia e della intera diocesi lametina, il 12 agosto 2013. Ad oggi a Luzzo è stato intitolata l’area verde di fronte la parrocchia del Carmine, mentre il gruppo scouts MASCI – Lamezia Terme 2 ha in progetto una mostra sulla vita di Luzzo, un blog per raccogliere testimonianze dirette sul presbitero lametino e la creazione di una associazione culturale a suo nome.

Monsignor Pasquale Luzzo (fonte Storicittà)

Avvocato Giovanni Renda

Nacque a Sambiase il 25 novembre 1922. Laureatosi a soli 22 anni in giurisprudenza presso la Sapienza di Roma (1944), Renda già si era fatto notare come un giovane di belle speranze iscritto alla FUCI (federazione Universitari  Cattolici Italiani). Tornato a Sambiase, mentre diveniva un brillante avvocato a Nicastro e Catanzaro, assieme agli amici Basilio Sposato e Pasquale Cerra fondò la sezione DC cittadina, che contò da subito oltre 1000 iscritti. Con l’avvento della democrazia e della Repubblica Renda iniziò l’esperienza politica da consigliere comunale (1948), assessore, presidente della provincia di Catanzaro (1964), sindaco di Sambiase (ultimo) nel 1965. Sposato e con due figli, cattolicissimo, Renda concepiva la politica come vero ed esclusivo servizio alla collettività, senza trarne vantaggi personali. Da molti suoi clienti indigenti numerose testimonianze orali asseriscono che spesso non si faceva pagare il suo onorario, poiché conscio della situazione economica precaria di chi gli chiedeva aiuto legale. Si prodigò come poté quando fu consigliere comunale e assessore del comune di Sambiase per non far chiudere lo Zuccherificio sito nel vicino comune di Sant’Eufemia Lamezia e che dava lavoro a molti sambiasini e fu tra i fautori della ubicazione dell’Aereoporto Internazionale nella piana lametina, in quanto ne aveva colto le immense potenzialità di crescita economica sul territorio. Da sindaco di Sambiase, accolse favorevolmente l’idea di fusione amministrativa portata avanti dal sindaco e poi senatore di Nicastro, nonché collega dello stesso partito, la DC, Arturo Perugini, affinché nascesse la nuova città di Lamezia Terme (1968). Insignito della medaglia d’oro per gli oltre cinquant’anni di attività forense, Renda, già provato per la morte prematura di un suo adorato nipote, omonimo, avvocato e politico promettente, morto di malattia devastante a soli 31 anni (a cui è stato dedicato il campo sportivo sito nel quartiere Savutano), consumato da lunga malattia si spense serenamente nel gennaio 2009.

Avvocato Giovanni Renda (fonte Storicittà)

Giudice Basilio Sposato

Nacque a Sambiase il 6 dicembre 1914. Laureatosi nel 1937 presso la Sapienza di Roma, nel 1939 vinse il concorso per intraprendere la carriera di magistrato. Servì brillantemente in diverse sedi (Milano, Nicastro, Catanzaro, Crotone, Cagliari, Roma) con diversi e delicati ruoli fino a concludere la sua lunga carriera nel 1980 da presidente  della Corte di Cassazione. Cattolicissimo, anche lui come Renda aveva una profonda idea di tipo etico della politica, da fare senza conseguire guadagno alcuno. Rimasto sempre legato a Sambiase, nel 1944 assunse volentieri la carica di Correttore per i laici del Terz’ordine dei Minimi, già ricoperta dal padre Vincenzo, così come si prodigò nel 1944 per fondare la sezione della DC con gli amici Renda e Cerra. Fu anche presidente di Azione Cattolica per Sambiase, nonché autore di molti libri in cui riversò la sua profonda conoscenza teologica e filosofica. Nel 1968 fu inutilmente candidato dalla DC per il Parlamento. Rimasto a vivere a Roma dopo il pensionamento, morì improvvisamente, circondato dall’affetto della moglie e dei suoi due figli, il 19 dicembre 1980. Riposa nel cimitero di Sambiase. Esiste una via a suo nome a Lamezia Terme.

Giudice Basilio Sposato (fonte Storicittà)

 

Netturbini Pasquale Tramonte e Francesco Cristiano

Tramonte e Cristiano erano due semplici cittadini onesti, laboriosi, padri di famiglia che morirono da innocenti a causa della malavita lametina all’alba del 24 maggio 1991, sotto colpi di kalashnikov nel quartiere Miraglia a Sambiase.

Ora, poiché ancora non sono stati riconosciuti dalla giustizia né mandanti né esecutori, ci limitiamo a dire soltanto, per rispetto delle famiglie, che auspichiamo presto sia fatta loro giustizia. Esiste un monumento alla loro memoria presso il luogo esatto dove sono stati freddati. Invitiamo a leggere, quella che ad oggi per noi è la migliore ricostruzione storica – giudiziaria di questa dolorosa vicenda il seguente articolo tratto dal sito web specializzato VITTIME DI MAFIA.

Targa commemorativa dedicata a Cristiano e Tramonte. Foto Giovanni Mazzei

Matteo Scalise

 

Matteo Scalise
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