Madonna del Miracolo: un antico culto, praticato anche a Sambiase

Madonna del Miracolo: un antico culto, praticato anche a Sambiase

La statua venerata nel santuario di San Francesco di Paola.

Lamezia Terme – Come ogni anno, il 20 gennaio è festa nelle varie comunità di Padri Minimi poiché viene festeggiata la loro santa patrona, la Madonna del Miracolo. Se vogliamo parlare di questa storia, dobbiamo andare indietro nel 1842. In quell’anno, un ricco ebreo di nome Alphonse Ratisbonne, di ritorno da un viaggio a Costantinopoli, decise di fermarsi qualche giorno a Roma, a casa di un vecchio compagno di studi, il barone Gustave de Buissières.

Nei suoi momenti di svago non esitava ad ironizzare sulla religione cattolica, definendola spesso un’istituzione di pazzi soprattutto quando ai suoi discorsi era presente Théodore de Buissières, che da alcuni anni, da protestante, si era convertito al cattolicesimo.

Il 15 gennaio 1842, mentre Alphonse si preparava a lasciare Roma, decise di andare a salutare Théodore de Buissières, dal quale ricevette una sfida: lo scettico Ratisbonne avrebbe dovuto indossare una “Medaglia Miracolosa” (identica a quelle che santa Caterina Labouré distribuì dopo la celebre apparizione del 1830), sino al suo ritorno in Francia, e avrebbe inoltre dovuto recitare, due volte al giorno, al mattino e alla sera, la celebre preghiera mariana di San Bernardo di Chiaravalle, il “Memorare”.
Ratisbonne accettò la sfida, e indossò la medaglia, che avrebbe comunque poi voluto donare come ricordo alla sua fidanzata, nella piena convinzione che quelle forme di “superstizione”, come egli amava chiamarle, non avrebbero provocato in lui un benché minimo cambiamento spirituale.

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Santino d’epoca raffigurante la Madonna del Miracolo.

Giovedì 20 gennaio 1842, Ratisbonne (che nel frattempo aveva posticipato di qualche giorno la sua vacanza romana), accompagnò il suo amico barone nella chiesa di Sant’Andrea delle Fratte, poiché questi doveva organizzare il funerale di un suo caro amico da poco scomparso. Il giovane Alphonse, mentre attendeva l’amico Théodore, decise nel frattempo di visitare la chiesa, per ammirarne le bellezze artistiche.

Giunto davanti alla cappella dedicata a San Michele Arcangelo, si trovò improvvisamente solo e fu lì che avvenne il miracolo: egli vide d’un tratto una piccola sfera di luce che all’improvviso esplose in migliaia di frammenti di un bagliore accecante, che gli trafissero il cuore con l’amore della Vergine Maria e vide poi la Madonna ritta davanti a lui, avvolta nella luce e circondata da palpitanti raggi di sole.

Fu un’apparizione silenziosa questa, la Madonna non lasciò nessun messaggio, ma compié un gesto eloquente: Alphonse vede il dito indice della Madonna che gli indica di inginocchiarsi. La sconvolgente testimonianza di Ratisbonne termina con una frase che, per tutta la vita, amò ripetere: “Elle ne m’a rien dit, mais j’ai tout compris” (“Lei non mi ha detto nulla, ma ho capito tutto”). In seguito all’apparizione, si fece sacerdote nell’ordine dei Gesuiti e morirà in Terra Santa, ad Ain Karin nel 1884.

La notizia della conversione si diffuse in tutto il mondo, facendo della chiesa di sant’Andrea delle Fratte a Roma uno dei santuari più visitati al mondo, meta di devoti e pellegrini ogni anno. La Vergine di sant’Andrea delle Fratte è chiamata “Madre della Conversione“, ma è molto più conosciuta con l’appellativo di “Madonna del Miracolo“, intendendo il miracolo della conversione.

Perché questo rapporto con l’Ordine dei Minimi di San Francesco di Paola?

All’epoca, e anche adesso, la chiesa di sant’Andrea delle Fratte era gestita dai Padri Minimi. Quest’ultimi videro l’apparizione della Madonna come segno di predilezione nei confronti dei Padri Minimi, perciò venne eletta patrona dell’Ordine.

La Madonna del Miracolo negli anni ’70

La “Lourdes romana”

Benedetto XV chiamò questo santuario la «Lourdes romana» e la chiesa fu insignita anche del titolo di basilica da Pio XII, il quale lo arricchì dell’indulgenza plenaria da lucrarsi nella festa del 20 gennaio. San Giovanni XXIII la elevò a titolo cardinalizio con bolla del 12 marzo 1960. Il 17 gennaio 1892 avvenne la solenne incoronazione dell’immagine fatta dal Capitolo Vaticano. Tra i santi che venerarono la Madonna del Miracolo possiamo ricordare S. Giovanni Bosco, S. Teresa del Bambino Gesù, S. Luigi Guanella, Don Orione e San Massimiliano Kolbe. Proprio quest’ultimo, fondatore della Milizia dell’Immacolata e martire nel campo di concentramento di Auschwitz, celebrò qui, sull’altare di questa cappella, la sua prima Messa.

Il culto a Sambiase e il piccolo tempietto nella frazione Acquafredda

Il culto della Madonna del Miracolo a Sambiase inizia negli anni ’50, inizialmente veniva praticato tramite un quadro di grandi dimensioni. Nell’aprile del 1967 arrivò la statua della Madonna in legno policromato a cura dello Studio Stufler di Ortisei e il 31 maggio del 1968 venne celebrata la cerimonia di incoronazione per il ministero di S. Ecc. Rev.ma Francesco Tortora dei Minimi.

Negli anni ’90 venne invece costruita una chiesa a Lei dedicata nella frazione montana di Acquafredda. La chiesa l’11 agosto del 1991 venne solennemente benedetta e inaugurata con grande affluenza di popolo da Mons. Vescovo Vincenzo Rimedio, assistito dal Padre Provinciale P. Giuseppe Morosini, da P. Francesco Di Turi e da P. Filiberto Mannarino. Acquafredda continua a festeggiare la Madonna l’11 agosto, mentre nel santuario di san Francesco di Paola in Sambiase continua ad essere ricordata il 20 gennaio.

Lorenzo Colistra
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